Siracusa. Vigile urbano, ruolo sociale nello sviluppo della città

di Giuseppe Bianca

Una figura che deve essere capace di portare un contributo educativo ad una più corretta e chiara interpretazione. Come dicono i francesi «incompetent»

Sempre più automobili in seconda fila, pavimentazione dissestata, passaggi pedonali che superano le norme consentite al codice della strada (quasi 5 metri) sottraendo spazio ai parcheggi; anziché dei 2,5 a livello urbano, e non come si evince in via Ierone ad angolo via Mosco che superano i livelli consentiti, illegali, senza considerare che hanno lacerato la strada per realizzare due piste ciclabili in disuso a discapito dei parcheggi liberi, lasciando il solo parcheggio a pagamento. Uno scempio, un furto legalizzato. Roba da fuorilegge. Dalla serie chi controlla il controllore? Non si discute, tutto rasenta oramai la ‘presunta ignoranza istituzionale’ politica e per coloro che indossano la divisa (rei-esecutori).

I tratti stradali pericolosi in città sono molteplici: agli ostacoli per raggiungere il sogno di una città sostenibile, a misura di due ruote, sembrano aggiungersi anche i vigili urbani che, a detta più di qualcuno li hanno visti parcheggiare sulle ciclabili o addirittura occupare gli scivoli per i disabili, ma è una questione di buon senso istituzionale e non soltanto per gli automobilisti indisciplinati.

E’ di venerdì mattina l’ennesimo incidente per un malcapitato anziano che recandosi al supermercato in via Ierone I ha inciampato rovinosamente sul cordolo-muro di cinta della deprecabile doppia pista ciclabile, con le conseguenze che potete immaginare, sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 per il trasporto al Pronto soccorso. Ma di questi avvenimenti incresciosi a Siracusa, sono all’ordine del giorno.

Su Facebook registriamo un intervento: «Proponiamo un TSO (Trattamento sanitario obbligatorio) per chi ha fatto la ciclabile in tutta Siracusa e in via del Santuario, la strada che divide il Santuario dall’Ospedale Umberto I°. Intanto i posti auto cancellati davanti al Santuario e davanti e nei pressi dell’ospedale. Una cretinata, se possiamo dire. Una ciclabile che dimezza di fatto la carreggiata, con paletti dovunque e poi all’incrocio con viale Teocrito stringe ancora più la carreggiata lasciando un piccolo budello per chi va a San Giovanni o gira a destra. Una follia, insomma scelte da manicomio. Il budello è ovviamente un rischio forte per sicurezza e incolumità dei pedoni, speriamo che non succeda nulla, ma, guardando le foto, i rischi ci sono e anche grossi».

Su siti si legge: «Le piste ciclabili rappresentano il tratto distintivo dell’attuale amministrazione comunale. Sono state finanziate, come in numerosissimi Comuni italiani, con fondi europei e nazionali, allo scopo di ridurre l’inquinamento delle auto e rendere più vivibili le città. Ma funzionano? Hanno creato benefici o danni alla mobilità?».

Quello che è dato vedere che la scelta delle piste ciclabili hanno dilaniato tutte le strade della città. Come dicono i cittadini è stato un atto scellerato. La città non è pronta a questo nuovo modo culturale, per di più senza un modello di trasporti degno di un territorio civile.

E’ chiaro che «Quando c’è un cambiamento la resistenza, osserva Giansiracusa, è quasi naturale: prendiamo ad esempio piazza Duomo, un tempo circolavano le auto poi arrivò la pedonalizzazione. La stessa cosa avverrà per le piste ciclabili, del resto in altre città italiane ed europee, partite per prime, si è compreso che è la scelta giusta. E’ inevitabile questa nuova tipologia di mobilità perché i nostri tempi ci suggeriscono di salvaguardare l’ambiente. I cambiamenti climatici sono evidenti, abbiamo sempre di più a che fare con le alluvioni, per cui dobbiamo adottare comportamenti più legati alla tutela del mondo in cui viviamo. Le piste ciclabili sono uno degli strumenti per rendere le nostre città più sane e meno inquinate.

«A Siracusa siamo in una fase iniziale, conclude Giansiracusa, di questo processo ma cominciamo a vedere persone che sfruttano questa opportunità. Vi dico, però, che quando il sindaco fa visita agli studenti, chiedono due cose: parchi e piste ciclabili. Le piste ciclabili sono state finanziate con fondi europei e pubblici ma è ovvio che l’amministrazione sta mettendo in campo altre misure per riorganizzare la mobilità, mi riferisco al trasporto pubblico locale, ancora latente, che stiamo cercando di migliorare, ed ai parcheggi».

Ma ritornando sulla figura del vigile urbano che dovrebbe essere un Agente della Polizia Municipale (!?!). Quali sono le condizioni, i presupposti, che concorrono a definirla, a caratterizzarla a Siracusa? Non è dato saperlo alla teoria non si addice la pratica. Dalla serie ti piace vincere facile comminare la multa senza porla nel parabrezza, perché la legge lo consente, senza considerare l’urgenza impellente dell’utente (professionista o dirigente), che aveva lasciato pochi istanti il mezzo, senza potersi giustificare. Corre l’obbligo capire l’infrazione. Il buonsenso. Ma ahimè chi indossa la divisa si trasforma, inevitabilmente, nel personaggio televisivo ‘Robocop’ senz’anima. Dalla serie chi è senza peccato scagli la prima pietra. Ma suvvia…

A Siracusa non c’è discorso sulla figura moderna del vigile urbano, non esistono seminari di categoria nel corso del quale emerga questo imprescindibile elemento del profilo professionale dell’attuale operatore della polizia municipale.

Si parla anche di una «nuova identità» del vigile urbano: espressione vaga e generica, che vuole dire di una nuova immagine sociale di questo particolare lavoratore che impegna le sue migliori energie per garantire la «pacifica e civile convivenza di tutti i cittadini» ma a Siracusa non sembra così.

Trattasi di una nuova problematica professionale, dai risvolti culturali, politici, sociali, economici, tutti da ridefinire e ciascuno da essere analizzato in funzione dello scopo specifico, di volta in volta, da evidenziare.

A noi interessa mettere in risalto alcuni elementi di questo complesso mosaico, capaci di portare un contributo ad una più corretta e chiara interpretazione e collocazione del loro nuovo futuro ruolo sociale a favore dello sviluppo di Siracusa. Ma forse a Siracusa tutto quello che si discute è tutto tempo sprecato.

di Giuseppe Bianca 12 Febbraio 2024 | 08:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA