Forza Italia

Siracusa. «Su Nexus serve un fronte comune delle opposizioni»

di Redazione

Damiano De Simone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Siracusa critica l’iniziativa del Pd sulla mozione di sfiducia: «Prima bisognava confrontarsi. La questione è politica e riguarda l’intera città»

Damiano De Simone, capo gruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Siracusa

Sulla vicenda Nexus e sulle conseguenze politiche dell’inchiesta che sta scuotendo il Comune di Siracusa, il capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale, Damiano De Simone, invita le opposizioni a superare personalismi e fughe in avanti per costruire una posizione condivisa. Nel suo ragionamento distingue il garantismo sul piano giudiziario dalle responsabilità politiche e ribadisce che la questione non può essere affrontata soltanto dai singoli gruppi consiliari, ma richiede un confronto tra le segreterie dei partiti.

– Dopo l’annuncio del Pd di una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Francesco Italia, qual è la vostra posizione?

«La lettura è semplice: sarebbe stato opportuno concordare prima l’iniziativa con noi. Forza Italia ha già chiesto le dimissioni del sindaco, assumendo una posizione chiara sul piano dell’opportunità politica. Ma una mozione di sfiducia è uno strumento amministrativo ben preciso, per il quale servono tredici firme. Non basta annunciarla: occorre costruire le condizioni per portarla avanti».

– Ritiene che l’iniziativa del Pd sia soprattutto propagandistica?

«Il rischio è che si trasformi in un’azione di propaganda, utile a dire che noi saremmo diversi dagli altri, senza però produrre risultati concreti. Non è questo il metodo che serve in una situazione tanto delicata. Le opposizioni dovrebbero almeno informarsi e confrontarsi reciprocamente, anche senza necessariamente muoversi tutte all’unisono. Invece, in questo caso, è mancato un confronto preventivo».

– Perché ritiene necessario un coordinamento più ampio?

«Non abbiamo assunto posizioni di chiusura o di pregiudizio. Siamo garantisti, ma abbiamo comunque chiesto le dimissioni del sindaco per ragioni di opportunità politica. Stiamo riflettendo anche sulle iniziative da intraprendere, perché ci troviamo davanti a fatti presumibilmente gravi, che investono l’intero quadro politico siracusano.

A mio avviso, non è più soltanto una questione che riguarda i consiglieri comunali o i singoli gruppi consiliari. È un problema politico che chiama in causa le segreterie dei partiti, le quali devono confrontarsi, chiarire i rapporti e valutare la possibilità di un’iniziativa comune».

– Quali saranno, quindi, le prossime mosse di Forza Italia?

«Stiamo analizzando la vicenda e valutando attentamente la situazione. Lunedì è previsto un confronto interno a Forza Italia; successivamente occorrerà verificare con le altre forze di opposizione la possibilità di un’azione comune, moderata, responsabile ed etica, anche sotto il profilo politico.

Bisogna evitare personalismi, fughe in avanti e iniziative individuali che rischiano di compromettere ulteriormente l’azione politica. L’opinione pubblica osserva ciò che accade e si fa un’idea precisa. Proprio per questo è importante non alimentare divisioni e non trasformare una vicenda di tale portata in una competizione tra chi vuole assumere il ruolo di protagonista».

– Lei parla di responsabilità politiche del sindaco, pur richiamando il principio del garantismo. Perché?

«Noi siamo garantisti, come è giusto che sia, e rispettiamo il principio della presunzione di innocenza fino alla conclusione del percorso giudiziario. Ma il garantismo non cancella le responsabilità politiche, che vanno valutate su un piano diverso.

Dalle ricostruzioni relative all’inchiesta emerge una vicenda che, secondo quanto si ipotizza, avrebbe avuto origine già nel periodo del Covid, prima delle elezioni. Se questo quadro dovesse trovare conferma, non saremmo di fronte a un episodio isolato, magari sfuggito al controllo, ma a un sistema che si sarebbe reiterato nel tempo, con presunti collegamenti tra componenti politiche, istituzioni e imprese.

La questione politica riguarda anche la capacità di vigilare e di controllare ciò che accade all’interno della propria area amministrativa e politica».

– Come si può evitare che le divisioni tra le opposizioni finiscano per indebolire il controllo sull’amministrazione?

«La strada è quella del confronto e della responsabilità. Bisogna capire quale sia realmente il nodo politico da affrontare e individuare un percorso condiviso. Non servono fughe in avanti, né iniziative dettate dal desiderio di apparire. Serve un fronte comune, capace di affrontare la questione con serietà e senza personalismi.

Il problema non può essere ridotto alla proposta di un singolo gruppo consiliare o alla paternità di una mozione. Qui è in gioco una questione politica che riguarda Siracusa e che richiede una risposta adeguata. È su questo terreno che le opposizioni devono ritrovare unità e capacità d’iniziativa».

18 Ottobre 2026 | 11:58
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