Siracusa. Porti, chiedere alla Regione l’Assunzione diretta del Comune

di Redazione

Una joint venture con un promotore privato diventerebbe fondamentale nell’ottica di sviluppo di un progetto allettante

Nelle scorse elezioni amministrative 2023 è stato redatto un articolato programma politico di oltre 100 pagine, che comprendeva una disamina di tutte le criticità del territorio di Siracusa. Nel programma della candidatura a sindaco di Joe Bianca (ritirata successivamente) oltre a disquisire sul carnevale originale avviando un percorso stile Veneziano ma improntato sull’abbigliamento ad uso e costumi epici della Magna Grecia, tra storia, saperi, sapori nonché incentivando un turismo destagionalizzato. Ma nel suo programma, dettagliato, era stato approntato sui Porti siracusani uno studio specifico, particolare del quale pubblichiamo uno stralcio:

Il Porto appartiene ai siracusani 

«Piano Regolatore del Porto inesistente e incompleto con il relativo porto. Il porto appartiene a tutti i siracusani e la sua gestione deve essere finalizzata alla crescita di tutta la città con un’amministrazione trasparente.  E anche il tema del rilancio di Porto è importante perché ci attendiamo grossi investimenti, ma anche una sinergia di intenti attuabile solo con un controllo democratico e diffuso sull’operato delle autorità. 

«Il porto guarda all’Assunzione diretta da parte del Comune della Gestione, e la collaborazione fattiva con l’Autorità di Sistema Portuale che deve garantire un dialogo costruttivo e stabilire una sinergia con il territorio. Assunzione diretta da parte del Comune della gestione dei Porti di Siracusa: Porto Grande, Porto piccolo ‘S. Paolo’ con il suo waterfront portuale per cittadini e turisti e la Rada di S. Panagia fortemente attrattiva a livello industriale. 

«Il Piano Regolatore portuale di Siracusa venne studiato per la prima volta nel 1904 e approvato nel 1909, prevedeva la realizzazione di un grande molo sporgente a S. Antonio e una serie di interventi minori rimasti inattuati. Dal 1919 a Siracusa manca un nuovo Piano Regolatore portuale rivisitato che preveda il Porto piccolo ‘S. Paolo’ e la Rada di Santa Panagia.

«Il Comune di Siracusa con determinazione della Giunta prima e del Consiglio comunale poi deve deliberare di concedere a sé medesimo la concessione demaniale marittima degli specchi acquei, delle aree e dei beni che compongono il celebre Porto grande e Porto Piccolo con il waterfront che sarà denominato ‘S. Paolo’ in onore lo sbarco del discepolo. In attesa dello sviluppo marittimo turistico cittadino. 

«Ai fini di un inquadramento generale della particolare controversia in commento, giova ricordare che le Competenze Amministrative relative al rilascio delle Concessioni in uso di beni del demanio marittimo sono conferite dalla Regione. Questo affinché i profitti di ormeggio ricadano nelle casse comunali. 

«La rada di Santa Panagia appartiene al Circondario marittimo di Siracusa, ricadendo il territorio geografico a pochi metri dall’entrata nord della città, ma dato il suo servizio logistico la rada è stata al centro di una contesa tra le autorità marittime siracusane e quelle augustane: va infatti chiarito che all’interno del libero consorzio comunale di Siracusa vi sono due distinti enti portuali: il porto di Augusta è uno dei 19 porti italiani a disporre di una propria Autorità portuale, la quale comunque non comprende il Porto di Siracusa, che oltre alla rada comprende anche il porto Grande e il Marmoreo siti nell’isola di Ortigia – e viene amministrato dalla capitaneria di porto della città e gestito, per quanto concerne le attività economiche, dalla Regione Sicilia. 

Un progetto locale: «Darsena Light». Tale progetto deve essere reso evidente anche nel corso del dibattito pubblico. 

La nostra proposta di chiedere alla Regione 

Assunzione diretta da parte del Comune 

Una joint venture con un promotore privato diventerebbe pertanto fondamentale nell’ottica di sviluppo di un progetto allettante. La logistica produce ricchezza se si trattiene sul territorio il know how. 

Allo stesso modo è nostra volontà sostenere e ampliare il raggio d’azione dei soggetti che operano in ambito portuale che rappresentano un’eccellenza nella logistica nazionale.  Il successo e la capitalizzazione dei grandi investimenti previsti per la darsena Europa arriveranno solo se l’amministrazione farà crescere e implementerà questa sinergia virtuosa.

Porto Turistico «Spero» di Siracusa

Occorre sollecitare tutti gli organi preposti a mettere in campo tutte le energie necessarie per concludere quello che potrebbe diventare realmente in brevissimo tempo un punto estremamente importante per il turismo cittadino. Concentrare tutte le forze necessarie in questa direzione e denunciare responsabilità di chi rema contro questa grandissima opera che ci permetterà di aggiungere un nuovo importantissimo tassello all’offerta turistica. Noi ci crediamo

E ritorniamo ad oggi e alle tematiche sollevate dalla politica.  Lo sviluppo portuale del territorio di Siracusa che comprende il porto grande, il porto piccolo e la baia di Santa Panagia dove esercita un ruolo industriale preminente, sono oggetto di discussione per evidenziare la misurazione del valore nelle strategie di sviluppo portuale sostenibili.

 Oggi gli obiettivi e le collaborazioni inter-organizzative, sono considerate fonti di creazione del valore che, sulla base delle strategie perseguite dai soggetti che compongono la partnership, possono assumere una diversa natura, economica, sociale ed ambientale. 

Il recente dibattito che si è aperto su vari fronti politici sull’opportunità di adesione di Siracusa all’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale pone l’esigenza di sulla centralità delle collaborazioni inter-organizzative nelle strategie di sviluppo portuali sostenibile, evidenzia una serie di casi emblematici di successo, rappresentati da singole imprese, da reti collaborative o da Autorità Portuali attive sul territorio, nelle vesti di community manager o innovation leader. L’obiettivo del progetto politico sul territorio è quello di definire un sistema di misurazione quali-quantitativo del valore che si genera per effetto delle collaborazioni inter-organizzative in ambito portuale. Si analizzano, a tal fine, i rapporti collaborativi che si generano nelle supply chain e nei network in cui gravita il porto e si misureranno i processi di creazione del valore in termini economici, sociali ed ambientali. 

• La svolta è avvenuta a seguito dell’incidente di Msc che ha avviato il dibattito sul futuro del Porto Grande chiedendo un incontro al Ministero. L’episodio ha riportato al centro della discussione politica anche l’annessione del porto cittadino alla Autorità del Sistema Portuale.

• Non si è fatta attendere la risposta dell’on Cannata (FdI): «Non possiamo trascurare il potenziale turistico del porto di Siracusa: dal recente colloquio con il Ministro per le Politiche del mare è emersa la volontà di inserire lo scalo aretuseo in un più ampio progetto infrastrutturale della Sicilia Orientale. Il motore di traino per un maggiore sviluppo turistico della provincia, a patto che si definisca una prospettiva di crescita e dunque di investimenti e opportunità, da intercettare attingendo ai fondi del Pnrr e ai fondi di coesione. So che ci sono perplessità dell’amministrazione comunale ma possiamo discuterne. Cannata fa riferimento anche al recente colloquio tra il ministro per le Politiche del mare Nello Musumeci e il presidente dell’Autorità di sistema portuale Francesco Di Sarcina, colloquio dal quale è emersa la volontà di inserire lo scalo di Siracusa in un più ampio progetto di potenziamento delle infrastrutture portuali della Sicilia orientale».

• Anche la sinistra alza il tiro, Nicita e Spada del PD: «Ricordiamo che Santa Panagia eroga alle casse erariali circa 11 milioni di euro l’anno, metà dei quali vanno alla Regione Siciliana e metà allo Stato, perdendosi del tutto da Siracusa. Queste risorse, come abbiamo più volte ripetuto, potrebbero essere spese sul territorio, superando i limiti attuali e fornendo a Siracusa risposte adeguate ai problemi infrastrutturali e organizzativi». I due rappresentanti del Partito Democratico aggiungono: «Ci auguriamo che nel Milleproroghe alla Camera il Governo Nazionale inserisca la proposta che Siracusa possa rientrare nell’Autorità portuale e che il Governo Regionale esprima un parere positivo».

• «Che il porto di Siracusa sia ancora oggi fuori dal perimetro di competenza dell’Autorità di sistema portuale della Sicilia Orientale è un anacronismo intollerabile. Una bizzarria decisionale che sin qui è costata in termini di occasioni ed investimenti di sviluppo perduti, con una crescita avvenuta slegata, non organica e incapace in questo quadro di affrontare e tenere la prova del confronto internazionale”. Lo sostengono il parlamentare Filippo Scerra e il deputato regionale Carlo Gilistro che ricordano e riprendono la battaglia condotta sin dal 2020 dal Movimento 5 Stelle e culminata in un emendamento dell’ottobre 2021».

• Apre l’aspetto peculiare il gruppo consiliare ‘Insieme’: Scimonelli, Rabbito, Vaccaro, che ha chiesto ufficialmente la convocazione di un ‘Consiglio comunale aperto’ per discutere l’importante questione dell’adesione di Siracusa all’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale. «Il Porto di Siracusa riveste un ruolo cruciale nell’assetto turistico e commerciale non solo della città, ma dell’intero bacino del Mediterraneo. La sua posizione strategica lo rende un punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo economico e per la promozione del turismo nella regione. «L’adesione all’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale rappresenterebbe un passo significativo verso una gestione integrata e ottimale delle risorse portuali, consentendo una maggiore sinergia tra le diverse realtà portuali della regione e una migliore valorizzazione delle potenzialità del nostro porto. «Abbiamo chiesto di estendere l’invito al presidente Di Sarcina, alla deputazione regionale, nazionale e a tutti gli attori coinvolti nella portualità siracusana».

Sistemi portuali, trasporto marittimo e interno

Negli Studi e Trasporti della Camera dei Deputati: «Il settore marittimo e portuale è oggetto di numerosi interventi nel corso della Legislatura. I principali riguardano il recepimento delle direttive europee in materia di sicurezza della navigazione, la modifica delle norme sulla nautica da diporto e su alcune tipologie di patenti nautiche, il sostegno al settore marittimo in relazione all’emergenza Covid-19, le ulteriori misure di semplificazione per le Zone Economiche Speciali e per le Zone Logistiche Semplificate, nonché il completamento delle Autorità di Sistema Portuale. Numerosi interventi sono stati inoltre diretti a semplificare le procedure per la pianificazione degli interventi e degli investimenti nelle aree portuali. Si è inoltre intervenuti con la proroga della convenzione per la continuità territoriale marittima con le isole maggiori e minori».

18 Febbraio 2024 | 09:28
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