Siracusa. Igiene urbana, il Comitato Ortigia torna alla carica: nuova PEC al Comune dopo la crisi di TEK.R.A.

di Redazione

Cittadinanza Resistente chiede un'istruttoria aggiornata su garanzie, continuità del servizio e tutela dei lavoratori dopo il subentro di RIS.AM.

Torna sotto i riflettori la gestione del servizio di igiene urbana a Siracusa. Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente ha inviato una nuova comunicazione via PEC al Settore Igiene Urbana del Comune, integrando le osservazioni già depositate lo scorso 27 gennaio. Al centro della richiesta, la necessità di capire se il contratto d’appalto possa considerarsi ancora solido dopo che TEK.R.A. S.r.l. ha avviato una procedura per la regolazione della crisi d’impresa.

Non è la prima volta che il Comitato solleva il tema. Già nei mesi scorsi, infatti, un sondaggio condotto tra i cittadini aveva fatto emergere un malcontento diffuso: molti residenti, soprattutto nelle zone periferiche, lamentavano che alcuni servizi previsti dal contratto non venissero erogati con la dovuta regolarità, a fronte di una TARI percepita come particolarmente onerosa. Le richieste di chiarimento avanzate in quell’occasione al Settore Igiene Urbana, al RUP e al DEC, tuttavia, sarebbero rimaste senza una risposta puntuale.

A complicare il quadro era arrivato poi il passaggio di consegne a RIS.AM. S.r.l., subentrata tramite affitto di ramo d’azienda con una comunicazione al Comune giunta a ridosso della data di efficacia dell’operazione. Su quella tempistica, giudicata troppo stretta per consentire una verifica approfondita, si erano già levate le perplessità del Comitato e di alcuni consiglieri comunali, in particolare riguardo alla solidità economico-finanziaria della nuova società, alla disponibilità effettiva dei mezzi necessari, al mantenimento dei requisiti previsti e alle garanzie per i lavoratori.

Ora, con l’avvio della procedura di crisi da parte di TEK.R.A., il Comitato precisa di non voler mettere in dubbio la legittimità del passaggio a RIS.AM., ma sottolinea come si tratti comunque di un elemento nuovo che merita attenzione: occorre infatti stabilire se le condizioni economiche, patrimoniali e operative valutate al momento del subentro risultino ancora valide oggi.

Per questo, nella PEC appena trasmessa, il Comitato ha chiesto al Comune di fare chiarezza su diversi punti: quali rapporti, garanzie, avvalimenti, obbligazioni e disponibilità di beni o risorse riconducibili a TEK.R.A. restino tuttora rilevanti ai fini dell’esecuzione del servizio da parte di RIS.AM., e quali ripercussioni possa avere la procedura concorsuale sulla tenuta complessiva dell’appalto.Un capitolo a parte riguarda i lavoratori. Il Comitato ha domandato di verificare l’eventuale presenza di crediti retributivi maturati durante la precedente gestione — inclusi quelli già riconosciuti in sede giudiziale — così come l’esistenza di trattenute per cessioni del quinto effettuate in busta paga ma non ancora versate agli aventi diritto.

«Il nostro interesse non riguarda soltanto la qualità di un servizio pubblico che i cittadini finanziano attraverso una TARI molto onerosa», si legge nella nota del Comitato. «Riguarda anche, per quanto nelle possibilità di un’associazione civica, la tutela dei lavoratori siracusani coinvolti: persone con famiglie, mutui e impegni economici che devono poter contare sulla certezza dei propri diritti».

Il portavoce Davide Biondini precisa che non si tratta di accuse né di conclusioni anticipate, bensì di una richiesta di chiarezza: «Chiediamo semplicemente che il Comune svolga oggi un’istruttoria aggiornata, analitica e documentata, nell’interesse della continuità del servizio, della corretta gestione delle risorse pubbliche e della tutela dei lavoratori». L’obiettivo, conclude la nota, è fornire alla collettività risposte chiare sulle criticità sollevate, restituendo serenità e fiducia sia ai cittadini che ai lavoratori coinvolti.

05 Settembre 2026 | 10:27
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