Siracusa. Hyblon, a Ferla la lingua siciliana diventa memoria e futuro

di Redazione

Venerdì all’Auditorium Comunale la seconda edizione del Festival popolare dedicato alla lingua siciliana. Al centro dell’iniziativa canti, cunti, tradizioni e nuove tecnologie

Non è soltanto una lingua quella che venerdì tornerà a risuonare a Ferla. È la voce di intere generazioni, un patrimonio fatto di parole, espressioni, racconti, canti e modi di dire che hanno attraversato il tempo e continuano a raccontare l’identità della Sicilia.

È da questa consapevolezza che riparte HYBLON – Festival popolare di lingua siciliana, giunto alla seconda edizione e in programma all’Auditorium Comunale di Ferla. Un appuntamento che punta a trasformare la tutela della lingua siciliana in un più ampio percorso di ricerca e valorizzazione della memoria immateriale dell’Isola.

Il festival nasce da un’idea di Enzo Cimino, con la collaborazione dell’agenzia palermitana MigiPress, e propone una riflessione che va ben oltre la semplice conservazione del dialetto. La lingua diventa infatti una chiave per rileggere la storia delle comunità, le trasformazioni sociali e culturali e quel patrimonio di conoscenze che, con il progressivo venir meno della trasmissione orale, rischia di disperdersi.

Il tema scelto per questa seconda edizione racchiude l’intero significato dell’iniziativa: «Custodire una lingua significa custodire la memoria di un popolo».

La particolarità linguistica degli Iblei

La scelta di Ferla non è casuale. Il territorio ibleo rappresenta infatti uno straordinario laboratorio di stratificazioni linguistiche e culturali. Le parlate locali conservano tracce di una storia complessa, nella quale un ruolo particolare è stato assunto anche dalle comunità gallo-italiche.

La lingua, dunque, diventa testimonianza del territorio e delle popolazioni che lo hanno abitato.

Anche il nome HYBLON guarda alla storia più antica degli Iblei e richiama la figura del re Hyblon, collegato alla Sicilia preellenica e alla storia del territorio siracusano.

Il percorso iniziato con la prima edizione

La manifestazione prosegue il cammino avviato nell’ottobre dello scorso anno, quando la prima edizione aveva acceso i riflettori sulla memoria linguistica e culturale di Ferla.

In quell’occasione venne presentato “I racconti della Braida”, opera inedita e postuma dello scrittore ferlese Giuseppe Italia, pubblicata con il sostegno del Dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità siciliana della Regione.

Particolarmente significativo fu il progetto editoriale: il testo venne proposto in due versioni, italiano e gallo-italico, consentendo così di preservare non soltanto il contenuto dei racconti, ma anche la lingua attraverso la quale quella memoria era stata tramandata.

La prima edizione riunì amministratori, studiosi, linguisti, antropologi e rappresentanti del mondo culturale. A chiudere la giornata fu la musica del gruppo ferlese Canti e Cunti, confermando quella contaminazione tra ricerca, divulgazione e tradizione popolare che rappresenta uno degli elementi distintivi di HYBLON.

“Parnaso Siracusano”, la memoria dell’intera provincia

La seconda edizione allargherà ulteriormente lo sguardo.

Il momento centrale sarà infatti la presentazione di “Parnaso Siracusano”, volume curato da Giuseppe Italia, dedicato ai canti, ai cunti e alle memorie popolari dei centri della provincia di Siracusa.

Il passaggio è significativo: dalla memoria di una singola comunità si passa a una prospettiva territoriale più ampia. Canti e racconti diventano così una sorta di archivio orale nel quale sono custoditi frammenti di vita quotidiana, tradizioni familiari, credenze, avvenimenti, paure, speranze e vicende che spesso non hanno lasciato traccia nei documenti ufficiali.

La tradizione orale, quindi, non viene considerata soltanto come folklore, ma come una vera fonte per comprendere la storia sociale e culturale dei territori.

Linguistica, scuola e intelligenza artificiale

Il programma di HYBLON introduce inoltre un elemento particolarmente attuale: il confronto con il mondo dell’innovazione tecnologica.

Accanto alla linguistica e all’etnoantropologia sarà infatti affrontato il rapporto tra patrimonio linguistico e intelligenza artificiale. Una presenza che apre una questione destinata a diventare sempre più importante: in che modo le nuove tecnologie possono contribuire a salvare e rendere accessibili lingue e varietà locali che rischiano di scomparire?

Digitalizzare testi, registrare testimonianze, costruire archivi e raccogliere vocaboli e pronunce può rappresentare una nuova frontiera per la conservazione della memoria linguistica.

A confrontarsi saranno il sindaco di Ferla Michelangelo Giansiracusa, la dirigente scolastica Giovanna Carnemolla, il docente di glottologia e linguistica dell’Università di Catania Salvatore Menza, l’etnoantropologo e presidente di BC Sicilia Luigi Lombardo e l’informatico ed esperto di intelligenza artificiale Giuseppe Pisasale. I lavori saranno moderati da Enzo Cimino.

È prevista inoltre la presenza del presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno.

Quando la lingua diventa musica

Ma la lingua siciliana non sarà soltanto studiata e raccontata. Sarà soprattutto ascoltata.

Il gruppo ferlese Canti e Cunti, diretto da Giuseppe Garro, proporrà “U jaddu dà Ferra, storie in musica su Ferla”, un percorso nel quale musica, narrazione e memoria locale si intrecciano.

Alle 19.30, in piazza Toselli, spazio invece al maestro Carlo Muratori con “Dies Irae – La Cantata di li rujni”, spettacolo nel quale musica e poesia si confrontano con la storia e con il patrimonio umano della Sicilia.

Ed è proprio attraverso la musica che molte parole riescono ancora oggi a sopravvivere. Una strofa, un ritornello o un racconto cantato possono attraversare decenni e arrivare a generazioni che non hanno più familiarità con quella lingua.

Da Ferla una sfida per tutta la Sicilia

HYBLON nasce a Ferla, ma l’ambizione è quella di superare i confini del paese e diventare progressivamente un appuntamento di riferimento per la cultura siciliana.

La partecipazione della Regione Siciliana, della Fondazione Federico II, del Comune di Ferla e di BC Sicilia, insieme all’organizzazione di MigiPress, conferma la volontà di dare continuità al progetto.

L’obiettivo è costruire nel tempo una manifestazione capace di assumere una dimensione regionale e, successivamente, nazionale nella valorizzazione della lingua e del patrimonio culturale immateriale siciliano.

La sfida è tutt’altro che semplice. Salvare una lingua significa infatti salvare anche tutto ciò che attraverso quella lingua è stato raccontato: il lavoro, la famiglia, le feste, gli antichi mestieri, le relazioni sociali, le storie d’amore e di dolore, le credenze e le tradizioni.

Perdere quelle parole significherebbe perdere una parte della memoria collettiva.

Per questo HYBLON prova a guardare oltre la semplice conservazione. L’obiettivo è fare della tradizione uno strumento vivo, capace di dialogare con la scuola, con la ricerca e persino con l’intelligenza artificiale.

Venerdì Ferla ripartirà dunque dalle parole del passato per affrontare una domanda molto contemporanea: come consegnare la voce della Sicilia alle generazioni che verranno?

15 Settembre 2026 | 11:55
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