Il fatto che la sovranità effettiva nel nostro Paese si sia trasferita dagli organi costituzionali dello Stato alle Segreterie dei partiti (si badi bene: non ai partiti ma alle Segreterie) è grave, poiché costituisce una offesa alla democrazia, valore fondamentale del nostro ordinamento; ma è ancora più grave poiché costituisce un’offesa all’unità dello Stato e annuncia la fine dello Stato… come potrebbe accadere con l’entrata in vigore dell’autonomia differenzia… così la Lega spacca l’Italia: al via la secessione.
La riforma, merce di scambio per il presidenzialismo con FdI, prevede servizi minimi essenziali: peccato che non ci sono fondi per garantirli. Scrive David Romoli lo scorso 24 Gennaio su l’Unità: «La Lega ha vinto. Non quella di Matteo Salvini, con il suo miraggio di trasformarla in Lega nazionale affermandosi nel sud, ma quella di Umberto Bossi. La legge sull’autonomia differenziata scritta da Calderoli, leghista della prima ora, e approvata ieri dal Senato si avvicina moltissimo al federalismo quasi secessionista della prima Lega.
«Approvata dal Senato con 110 sì contro 64 no divide l’Italia in regioni ricche e povere. Premia le regioni del Nord, penalizza definitivamente quelle del Sud. Hanno votato a favore tutte le forze di maggioranza, contro quelle di opposizione con l’eccezione di Azione che si è astenuta anche se Gelmini, in dissenso, ha invece votato a favore».
Sulla vicenda grava sulle spalle del Pd la responsabilità di aver aperto la strada con la folle riforma del Titolo V. In parte il Pd punta sulla Corte costituzionale per abbattere la legge. Non è una scommessa folle.
La possibilità che la Consulta bocci l’autonomia è reale ma il risultato di una sentenza che cancellasse alcune parti della legge mantenendone altre sarebbe probabilmente lo stesso caos che ha fatto seguito alle sentenze della Corte sulle leggi elettorali.
Quale accecamento induce, contro l’inefficace ma esplicito dettato costituzionale, a confondere il legislativo e l’esecutivo, l’uno e l’altro rigidamente subordinati al controllo delle Segreterie dei partiti?
In tali condizioni i gruppi di pressione si affermano come i protagonisti di una delle peggiori forme di feudalità che possano inquinare e mortificare un Paese… Tale è la condizione attuale del nostro Paese… una società feudale regionale viene sorgendo dietro la facciata della democrazia liberale… che la Corte costituzionale ci abbia in gloria.
Tra qualche giorno assisteremo al congresso provinciale di Forza Italia, il partito di maggioranza che ha votato al Senato l’Autonomia differenzia, i cui promotori sono Riccardo Gennuso deputato regionale di Forza Italia sotto processo per estorsione ai danni di tre dipendenti. Il deputato li avrebbe costretti a firmare dietro minaccia: «O bevete o affogate, non troverete mai più lavoro altrove, troverete tutte le porte chiuse».
Ma Riccardo Gennuso, da vittima a imputato. ‘Si tratterebbe di un’attività finita al centro di un altro processo in cui Gennuso è stato parte offesa assieme al padre Giuseppe. Subirono una richiesta estorsiva dalla famiglia mafiosa dei Vernengo’.
L’amministrazione dell’attuale sindaco Corrado Figura imputa alla gestione di Corrado Bonfanti, sindaco per 10 anni di Noto, la colpa di avere portato il Comune al dissesto. Adesso il Bonfanti è commissario provinciale di Forza Italia. Dicevamo della prossima assemblea provinciale di F.I. per definire l’organigramma provinciale e i delegati che dovranno partecipare a Roma alla prima assemblea nazionale del partito del dopo Berlusconi.
Nella storia del partito, all’ultimo Congresso provinciale celebrato da Forza Italia, molti lustri fa…, lo scontro (inutile…) tra Vinciullo e Bellucci vide prevalere quest’ultimo per alcune centinaia di voti. Determinante fu, probabilmente, l’apporto del compianto sen. Iano Burgaretta, che mobilitò un bel po’ di truppe cammellate a sostegno della dirigenza storica di quel partito. Un partito che, allora, palesava una forza notevole sul territorio, merito di personaggi ed esponenti di peso sul piano politico, ma anche su quello culturale e dello stile, nonché sul piano della competenza. Livelli oggi pressoché irraggiungibili in quel movimento che, sul territorio provinciale, ma non solo, ha pressoché smarrito il benché minimo appeal, non disponendo di personale politico adeguato, ne’ di alcuna guida carismatica sia a livello nazionale che, ancor più, a livello regionale.
Una povertà politica ancor più evidente tra gli esponenti locali (?), non in grado, al momento, di portare avanti battaglie di rilievo, come per esempio accaduto nel recente passato, con gli esponenti dell’epoca a battagliare anche con successo in lungo e in largo, a Palermo come a Roma, su questioni importanti per il nostro territorio, una su tutte l’Ospedale di secondo livello, il cui iter avrebbe tuttavia bisogno d’essere seguito da una classe politica adeguata. Ultim’ora: c’è il nuovo commissario, il presidente dell”Ordine degli Ingegneri, Guido Monteforte, ma per la realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa occorrono ancora 147 milioni di euro, i quali sono nella ‘ipocrisia’ dei governi di centro destra a Roma come a Palermo.
Il partito di Forza Italia che, così com’è governato, sembra oramai divenuto come una ‘zattera’ di marca Democrazia Cristiana, pronta e disponibile come una ‘Escort nevrastenica‘, quindi, non essendo in grado di condurre una valida opposizione, addirittura ad entrare in maggioranza nel Governo della città, dopo aver miseramente fallito, com’era ampliamente prevedibile, la corsa per l’elezione del Sindaco.
L’amara conseguenza, questa, di una parabola, la cui discesa difficilmente potrà essere invertita, alla vigilia di un Congresso provinciale dall’esito tuttavia scontato che vede l’attuale Commissario ed ex Sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, unico candidato isterico, per bene ed appassionato, al ruolo di Coordinatore provinciale. I migliori auspici per i prossimi lavori e gli appuntamenti politici a venire, sperando che i nuovi dirigenti meritino di essere fieri di una storia.
Dato che la partitocrazia è sempre di formazione, il suo potere e la sua legittimità, è vero, non sono esenti da contestazioni e resistenze; ma non c’è da illudersi…
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