Siracusa. Cultura della paura a Siracusa o ‘cultura come creazione di vita’

di Giuseppe Bianca

Ci siamo sforzati di ascoltare, capire, indovinare qualcosa di nuovo: un segnale di apertura, un impegno, un cambiamento: ma nulla

Siracusa, città di troppi comunicatori: testate on line, agenzie, marketing, pubbliche relazioni, uffici stampa che si improvvisano e politici abusivi alla professione di giornalisti che si presentano come produttori di contenuti.

La cattiva informazione
I social media non sono un mezzo di informazione, ma di trasmissione. Dalle nostre parti trasmettono di tutto, creando il ‘vincolo associativo’ con il mittente, in modo elusivo distorcono a favore del mittente fatti e misfatti, pubblicando nefandezze, distorcendo la realtà, senza dare un peso e un valore ai testi che possono essere lesivi nei confronti della società dove loro stessi vivono e i presunti lettori….

Le testate del copia e incolla
Molti le definiscono: le testate del copia e incolla, la procedura consiste nel selezionare il testo in questione arrivato per email che si copia così come si presenta; rasentando l’illegalità, soggette a querele per disinformazione e/o fake news.

Le testate credibili
Invece per definizione, le testate credibili rappresentano un contenuto editoriale che non può essere prodotto da costoro. Un contenuto editoriale è un contenuto di valore intellettivo difendendone il diritto e il messaggio che vuole trasmettere della forte credibilità della testata giornalistica storica per fare partecipe il lettore di avvenimenti correlati.

L’aspetto politico locale
Il soggetto politico siracusano è per molti aspetti, ammirabile, ben vestito e di bella presenza, ma ha quel curioso retrogusto di dominazione, quel bisogno continuo di affermarsi, che è uno dei segni di demenza nell’uomo moderno.
Come affermava Carlo Mongardini in un suo articolo (è stato un sociologo e scrittore italiano, pro-fessore emerito di Scienze Politiche presso La Sapienza di Roma): «Non una politica che sfrutta le paure come forma di giustificazione del potere ma una politica che sviluppa le libertà dei cittadini nel momento stesso in cui ne garantisce la sicurezza».
Ma qualcuno dice: ‘tutto questo ha senso se diventa uno stimolo alla creatività delle nuove generazioni e alla vitalità di quelle istituzioni che producono cultura come i corsi universitari messinesi falliti (escludendo l’Architettura gestita dai catanesi, sempre più con meno studenti) e come si-stema di protezione dalle paure’.

La creatività delle nuove generazioni
Ma chi è questo qualcuno che dice: ‘è un pensiero forte e coerente e d’attualità in tempi in cui proprio la cultura è quella che può diventare il grimaldello per aprire la porta che ostacola lo stimolo alla creatività delle nuove generazioni. Parliamo non solo dei corsi universitari falliti a Siracusa ma anche di tutta la filiera educativa dalle elementari (vedi scuola ‘Verga’) in poi, nei suoi progetti formativi, a costituire la prima barriera in grado di respingere i fondamentalismi e le deviazioni totalitarie delle democrazie’.
Ma questo ‘qualcuno’, come diceva Montalbano di fantasia televisiva, ci ha rotto i cabasisi; nel pensare e nel dire: ‘Che il pensiero è un punto nodale se vogliamo inculcare nelle giovani generazioni il convincimento che le ideologie e i fondamentalismi non si combattono con l’entusiamo e le superficialità del voto elettorale ma con la forza della ragione e avendo come obiettivo lo sviluppo della società e che essa debba necessariamente percorrere la strada della ragione e che ogni diversità d’opinione deve avvalersi del supporto di quanti sanno convivere con le idee altrui senza giungere a un conflitto ideologico. ‘Chi non comprende questo non fa che dare forza all’illecito della ragione di oggi e di domani e alimentare la crisi dei sistemi democratici’.

Il destino dell’homo novus
Ora questo qualcuno inizia lentamente ad entrare in sintonia: ‘E’ il destino dell’homo novus se vuole preservare la specie siracusana dal suo annientamento: homo sum. La famosa battuta attribuita a Terenzio con “Humani nihil a me alienum puto” (niente di ciò che è nell’uomo ritengo a me estraneo). Alludeva sia alla solidarietà che deve unire gli uomini fra loro sia alla sorte cui tutti siamo soggetti.Il potere scaturito, in questi ultimi dieci anni di politica siracusana, da tanti fattori anfratti inusitati della vita potrebbe indicare un moto perpetuo. I suoi equilibri si modificano in continuazione. Mutano le regole nella società, i rapporti di forza, il sistema dei controlli, gli equilibri degli interessi, le maggioranze e le minoranze, le violenze occulte, le costrizioni sul territorio. Ogni giorno o quasi. Esistono però fasi della storia in cui questo moto, questo gran ballo del potere Vermexiano, è particolarmente accelerato e vorticoso. Il nostro tempo presente è uno di quei momenti indefinibili che non possiamo presagire.

La propaganda e il progetto politico
In questo eterno e infinito nulla di vuota propaganda-progetto politico che in tempo normale potrebbe anche essere sopportabile se lo si derubricasse a spettacoletto politico indecifrabile e di piccoli opportunismi, ma che in tempo di guerra e di crisi globale diventa tragica cifra della debolezza imbelle di una società che evidentemente non è ancora società identitaria (a prescindere i percorsi storici greci). Una massa di ‘ignorantes’.
Un eterno infinito nulla che è vuoto politico, che è vuoto di decisione, che è vuoto di realismo di progettualità. Che è, in fin dei conti, un vuoto ‘infantile’ che fa il girotondo attorno a chi, di volta in volta, ha il compito di prendere le redini di Siracusa contro una politica irresponsabile come solo i bambini e i politici in malafede sanno essere.

Sarà? Come dice questo qualcuno?
Ma chi è questo qualcuno che riesce sillabando a creare le premesse di una società che imboccato un percorso indecifrabile? La prevalenza del nulla, sarebbe quella, la malattia della politica siracusana. Potere disciplinante ed egoista che perimetra il comportamento degli individui con l’ordinanza sindacale.

Gli uomini Vermexiani
Chi sono costoro che si sono succeduti.
Il potere, si diceva, si è fatto più fisico ma anche più impalpabile. Ipocrita.La procedura ha travolto la politica, l’algoritmo guida l’organizzazione sociale, le pratiche sostituiscono gli uomini Vermexiani. Sono volti vuoti ed inermi quelli che appaiono ovunque sui social, nelle interviste di presunte testate giornalistiche per fare presa economica-contrattuale, non c’è potere nella struttura e nella leadership.

Il ‘fumus boni iuris’
È diventato chiaro quanto la comunicazione ed il personalismo politico restino il ‘fumus boni iuris’ sovrastante mentre la complessità di strutture interdipendenti sia il carbone ardente che serve per arrostire la carne. Il vuoto economico creato dalle precedenti amministrazioni come il caso Opel Land che ha prosciugato le casse comunali dei siracusani di 2,9 milioni di euro che hanno fatto scaturire il rinnovo delle concessioni dei loculi e per ultimo gli 8 milioni circa di euro da stornare all’Igm, chissà ancora quale inaspettato grimaldello di tasse pioverà sulla testa dei cittadini.

La nostra vita quotidiana in questo prolungato stato di eccezione dipende molto di più dal funzionario, sia medico, ingegnere o informatico, o dall’impiegato dell’azienda sanitaria, che non da politici distratti oppure tremendamente impauriti.

di Giuseppe Bianca 15 Ottobre 2023 | 23:57
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