La sera cala sulla Borgata e, in diverse zone del quartiere, con il buio arrivano anche paura, rabbia e senso di abbandono. L’illuminazione pubblica continua a rappresentare un problema per numerosi residenti, che denunciano una situazione diventata ormai difficile da accettare. Non si tratta soltanto di una questione legata alla visibilità sulle strade. Un quartiere lasciato al buio significa aumentare il disagio di chi rientra a casa nelle ore serali, rendere meno sicuri i percorsi pedonali e alimentare quella percezione di trascuratezza che da tempo accompagna alcune aree della città. Il buio favorisce la delinquenza e lo spaccio di droga.
La domanda che arriva dalla Borgata è diretta: per quanto tempo ancora i cittadini dovranno attendere una soluzione? I residenti chiedono interventi concreti e soprattutto tempi certi. Le segnalazioni, secondo quanto viene riferito, si susseguono, mentre il problema dell’illuminazione continua a ripresentarsi. E quando un disservizio si protrae, la protesta inevitabilmente si trasforma in una critica politica nei confronti di chi amministra la città. Il punto, infatti, non riguarda soltanto lampioni spenti o strade poco illuminate. Dietro il disagio c’è la sensazione di una parte di Siracusa che non si sente ascoltata e che chiede all’amministrazione comunale maggiore attenzione alla quotidianità.
La Borgata è uno dei quartieri storici di Siracusa, densamente abitato e attraversato quotidianamente da residenti, lavoratori e famiglie. Per questo, secondo i cittadini, non può essere considerato normale che intere porzioni del quartiere rimangano al buio senza una risposta tempestiva. Il buio, in questo caso, diventa anche una metafora politica: quella di una città che chiede manutenzione, presenza e risposte e che non vuole sentirsi relegata ai margini dell’azione amministrativa.
L’amministrazione comunale è dunque chiamata a chiarire quali interventi siano previsti per risolvere il problema e in quali tempi. Perché al di là delle polemiche politiche, resta una questione elementare: l’illuminazione pubblica è un servizio essenziale e i cittadini hanno il diritto di poter percorrere le strade del proprio quartiere senza sentirsi abbandonati. La protesta della Borgata, quindi, non dovrebbe essere archiviata come l’ennesima lamentela. È piuttosto un campanello d’allarme sulla necessità di tornare a occuparsi delle periferie e dei quartieri con interventi quotidiani, visibili e verificabili.
E mentre le luci restano spente, la domanda rimane accesa: Siracusa può davvero permettersi di continuare così?
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