La solidarietà agli agricoltori, ai pescatori e agli autotrasportatori che protestano contro il caro gasolio non è in discussione. A finire nel mirino, invece, è il modo in cui l’Amministrazione comunale di Siracusa sceglie di intervenire nel dibattito pubblico, secondo priorità che, nella lettura dell’opposizione, rischiano di lasciare nell’ombra le emergenze che riguardano direttamente la città.
È su questo terreno che si inserisce l’intervento di Damiano De Simone, capogruppo di Forza Italia al Vermexio, che riconosce le ragioni della mobilitazione delle categorie produttive, ma contesta all’esecutivo cittadino una presunta disparità di attenzione nei confronti delle difficoltà economiche del territorio.
Il punto politico sollevato da De Simone è netto: sostenere chi protesta contro il costo del carburante è doveroso, ma altrettanto doveroso sarebbe intervenire sulle conseguenze dei ripetuti disservizi idrici che, secondo il consigliere, stanno penalizzando commercianti e artigiani siracusani. Due emergenze differenti, accomunate da un medesimo denominatore: il diritto di lavorare senza che costi insostenibili o servizi essenziali inefficienti compromettano la sopravvivenza delle attività economiche.
«Condivido in pieno la battaglia di agricoltori, pescatori e trasportatori contro il caro gasolio. È una battaglia di dignità che riguarda tutti e che va senza dubbio sostenuta e risolta», afferma il capogruppo azzurro. E chiarisce il senso della propria posizione con un’immagine che restituisce la portata economica della protesta: «Se si ferma un trattore, se una barca resta in porto, se un camion non parte, a fermarsi è l’intera economia del nostro territorio».
La contestazione, dunque, non riguarda la legittimità della protesta, ma il comportamento dell’Amministrazione comunale. Secondo il capogruppo azzurro, Palazzo Vermexio sarebbe pronto a intervenire pubblicamente su questioni di rilievo generale, mentre resterebbe in silenzio di fronte a problemi che chiamano direttamente in causa la gestione locale.
«Pronta a prendere posizione, con post, foto e proclami, su temi sacrosanti ma non di propria competenza, e totalmente assente sulle emergenze di propria competenza, qui a Siracusa», attacca De Simone.
Il caso Bandiera e le attività messe in ginocchio dall’acqua
Nel mirino finisce direttamente il vicesindaco e assessore Edy Bandiera, la cui presenza al presidio della zona industriale viene contrapposta, nelle parole del consigliere, alla mancata presa di posizione a sostegno dei commercianti e degli artigiani penalizzati dai guasti alla rete idrica.
«Trova il tempo per andare al presidio della zona industriale, ma non trova il tempo per dire una parola, una sola, ai commercianti e agli artigiani siracusani che da mesi subiscono danni economici ingenti a causa dei continui guasti alla rete idrica», afferma il capogruppo di Forza Italia.
Una critica che sposta il confronto politico dalla solidarietà dichiarata alla capacità di affrontare i problemi quotidiani. Perché, sottolinea De Simone, le due emergenze non sono in contrapposizione: da una parte ci sono le categorie produttive schiacciate dal costo del carburante, dall’altra le attività commerciali che devono fare i conti con l’assenza di un servizio essenziale.
De Simone: “Entrambe parlano della stessa cosa: del diritto di lavorare”. Poi La proposta: “Risorse immediate”
Le conseguenze denunciate sono pesanti: attività costrette a chiudere, incassi perduti, clienti che non tornano e spese aggiuntive per acquistare acqua attraverso le autobotti. Costi che, secondo il consigliere, ricadono direttamente su commercianti, ristoratori, baristi e artigiani, già chiamati a fronteggiare difficoltà economiche e margini sempre più ridotti.
«Ci si preoccupa, giustamente, se il trattore non parte per il costo del gasolio, ma ci si distrae quando il ristorante, il bar, il laboratorio artigiano non aprono perché manca l’acqua. E quella è responsabilità diretta del Comune», afferma De Simone.
Dalla denuncia politica il capogruppo passa alla proposta. Forza Italia, annuncia, sta lavorando a una misura che punti allo stanziamento di risorse economiche immediate a sostegno delle attività danneggiate dai disservizi idrici.
L’obiettivo dichiarato è trasformare la solidarietà in un intervento concreto, evitando che il peso economico delle interruzioni ricada interamente sugli operatori. Restano da definire i dettagli della proposta, le risorse disponibili e i criteri attraverso cui individuare le attività aventi diritto agli eventuali ristori.
«Siamo al paradosso», denuncia il consigliere, chiedendo all’Amministrazione di riconoscere pari dignità alle diverse categorie produttive e di intervenire anche sulle emergenze che interessano direttamente la città.
La richiesta si traduce in un messaggio politico inequivocabile: la vicinanza alle proteste non può sostituire le risposte amministrative, soprattutto quando sono in gioco il lavoro e la tenuta economica delle piccole imprese.
“Basta passerelle”: la sfida è passare dalle parole ai fatti
«I siracusani chiedono che chi amministra si occupi di Siracusa e dei problemi reali e quotidiani, senza dimenticare nessuno», conclude De Simone, accompagnando la propria critica con l’annuncio di una proposta a sostegno delle attività colpite.
La questione ora si sposta sul terreno delle decisioni: verificare quali risorse possano essere stanziate, quali strumenti siano concretamente attivabili e quali risposte l’Amministrazione intenda offrire agli operatori danneggiati.
Il punto politico sollevato da Forza Italia è chiaro: sostenere agricoltori, pescatori e trasportatori è doveroso, ma lo è altrettanto tutelare commercianti e artigiani siracusani. Perché il diritto di lavorare non può dipendere dalla visibilità di una protesta né dall’attenzione mediatica che riesce a suscitare.
E mentre il confronto politico si accende, resta la questione centrale: chi paga il prezzo dei disservizi e quali interventi concreti saranno messi in campo per evitare che a sostenere il costo dell’emergenza siano, ancora una volta, le attività economiche del territorio?
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