Siracusa. «La legalità non sia uno slogan», FdI chiede le carte sui cantieri e incalza la Giunta: «Basta silenzi, la città vuole risposte»

di Redazione

L’inchiesta Nexus accende lo scontro politico a Palazzo Vermexio: i consiglieri Cavallaro e Romano chiedono al sindaco Italia di riferire in aula consiliare, chiamano in causa l’assessore Coppa e pretendono chiarezza sui controlli anticorruzione. Annunciati accessi agli atti sugli ‘appalti ombra’ di Cassibile e dell’ex Ufficio Casa e Agricoltura: "La trasparenza non può restare una promessa”

Un’onda d’urto giudiziaria scuote le stanze dorate di Palazzo Vermexio e la politica aretusea finisce dritta nell’occhio del ciclone. L’inchiesta “Nexus” rischia di trasformarsi in un vero e proprio terremoto politico-amministrativo per la giunta guidata dal sindaco Francesco Italia.

A picchiare duro, senza concedere sconti ma con il fioretto del garantismo costituzionale ben impugnato, è il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia: i consiglieri Paolo Cavallaro e Paolo Romano vanno all’attacco di quella che definiscono senza troppi giri di parole un’ipotesi di «cortocircuito gravissimo tra politica, amministrazione e imprenditoria».

L’ombra del consenso e il reato di sospetto

Al centro dello scontro ci sono i dubbi, pesanti come macigni, sulla regolarità degli affidamenti pubblici e sulla tenuta etica degli uffici comunali. Le notizie filtrate dall’indagine tratteggiano uno scenario inquietante: un ipotetico sistema in cui denari e appalti dell’amministrazione sarebbero stati piegati a bancomat elettorale, utilizzati per oliare le ingranaggi del consenso politico e distribuire prebende private.

«Se le indiscrezioni fossero confermate – tuonano Cavallaro e Romano – saremmo di fronte al tradimento della fiducia dei cittadini e del dovere primario di gestire la cosa pubblica nell’interesse di tutti. Siracusa non può tollerare che le opere pubbliche diventino moneta di scambio».

FdI mette in chiaro la propria linea: nessun giustizialismo sommaria, pieno rispetto per la presunzione d’innocenza e massimo sostegno all’operato di magistratura e forze dell’ordine. Ma se la responsabilità penale si accerta nelle aule di tribunale, la responsabilità politica e amministrativa si misura subito, davanti alla città.

Il countdown per Italia e Coppa: tutte le misure richieste

L’opposizione meloniana non si limita alla semplice protesta e mette sul tavolo un pacchetto di richieste immediate che suona come una vera e propria prova del nove per la maggioranza. Il primo cittadino Francesco Italia viene infatti sollecitato a riferire «tempestivamente» in Consiglio comunale per chiarire ogni retroscena amministrativo legato ai diversi filoni dell’inchiesta.

Parallelamente, al sindaco e all’assessore alla Legalità e Trasparenza, Pietro Coppa, si chiede conto dello stato dell’arte dei controlli interni, esigendo un quadro chiaro sulle contromisure anticorruzione adottate e sui risultati concretamente prodotti.

Per prevenire ulteriori ombre e tutelare l’imparzialità dell’Ente, Fratelli d’Italia spinge inoltre per un blitz organizzativo immediato con la rotazione del personale nei settori a più alto rischio corruttivo, a partire dagli uffici che gestiscono gare e contratti.

Una lente d’ingrandimento che si allarga fino a puntare dritta sui cantieri finiti al centro delle cronache, in particolare l’ostello per lavoratori migranti di Cassibile e l’edificio comunale dell’ex Ufficio Casa ed Agricoltura, sui quali FdI annuncia una pioggia di richieste di accesso agli atti per passare al setaccio ogni singolo documento, dai pagamenti alle delibere, fino ai ruoli dei RUP e alle determine ufficiali.

La sfida politica

Il messaggio lanciato dal Vermexio è chiaro: il garantismo verso le persone non diventerà mai un alibi per la paralisi della politica o per il silenzio dell’Amministrazione.

La palla ora passa al sindaco Italia: la trasparenza e la legalità non possono rimanere vuoti slogan da campagna elettorale. Per Palazzo Vermexio comincia l’ora delle risposte.

15 Ottobre 2026 | 15:07
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