Siracusa. 224,6 giornate di lavoro: la provincia è 90esima in Italia

di Redazione

Nella graduatoria nazionale Siracusa si colloca dietro Catania, Palermo, Caltanissetta ed Enna. Nel 2024 la media provinciale si è fermata a 224,6 giornate retribuite, oltre 20 in meno rispetto al dato nazionale

È un dato che fotografa con particolare evidenza le difficoltà del mercato del lavoro Siracusano quello contenuto nell’analisi dell’Ufficio studi della Cgia. Nel 2024 a Siracusa sono state registrate in media 224,6 giornate lavorative retribuite per dipendente, un valore che colloca la provincia al 90° posto nella graduatoria nazionale.

Il dato aretuseo risulta inferiore alla media italiana, attestata a 246,5 giornate, e anche alla media del Nord, arrivata a 255. Rispetto al Mezzogiorno, che nel complesso si è fermato a 228 giornate, Siracusa registra invece un valore leggermente più basso.

La provincia aretusea occupa una posizione intermedia nella graduatoria siciliana. Prima di Siracusa troviamo Catania, con 236,2 giornate, Palermo con 232, Caltanissetta con 230,7 ed Enna con 227,1. Subito dopo Siracusa si trova Ragusa, con 223,9 giornate.

Ancora più in basso figurano Agrigento, con 218 giornate, Messina con 216,4 e Trapani, ultima provincia siciliana e quartultima in Italia, con 215,3.

Il nodo della continuità occupazionale

Il numero delle giornate retribuite non racconta soltanto quanto si lavora, ma anche quanto è stabile il rapporto con il mercato del lavoro. Ed è proprio questo uno degli aspetti sui quali la Cgia richiama l’attenzione. Nel Mezzogiorno, infatti, la maggiore diffusione del lavoro irregolare e di forme occupazionali più fragili contribuisce a ridurre il numero di giornate che vengono registrate ufficialmente. Una parte del lavoro effettivamente svolto rimane quindi fuori dalle statistiche.

Per Siracusa il dato assume un significato particolare in un territorio nel quale convivono comparti industriali di grande rilievo, servizi, commercio, turismo e una consistente area di occupazione stagionale e precaria.

Anche gli stipendi restano lontani dal Nord

La fotografia del lavoro si completa con quella delle retribuzioni. A livello nazionale la paga media giornaliera nel 2024 è stata di 108 euro al Nord contro gli 80 euro del Mezzogiorno, con una differenza del 36 per cento.

La stessa distanza viene osservata dalla Cgia sul fronte della produttività: nelle regioni settentrionali il valore risulta superiore del 36 per cento rispetto al Mezzogiorno.

Per Siracusa, dunque, le 224,6 giornate retribuite rappresentano uno dei segnali di una questione più ampia: la difficoltà di garantire continuità occupazionale, salari adeguati e maggiore produttività resta uno dei nodi da affrontare per ridurre il divario con il resto del Paese.

06 Settembre 2026 | 11:55
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