Con un voto segreto che ha visto 37 contrari contro 30 favorevoli, l’Assemblea Regionale Siciliana ha affossato la proposta di creare un fondo destinato a sostenere l’editoria dell’isola.
Una decisione che suona come uno schiaffo non solo alle imprese editoriali siciliane, ma anche alla libertà d’informazione e alla valorizzazione della cultura regionale.
La norma, contenuta nella cosiddetta “Manovra ter”, era pensata per dare ossigeno alle realtà editoriali attive sul territorio — giornali cartacei e digitali, televisioni locali e agenzie di stampa — che da anni garantiscono una voce indipendente e radicata nei contesti locali, spesso in condizioni economiche precarie.
Ma non è tutto. Il fondo avrebbe anche aiutato le case editrici impegnate nella diffusione della cultura siciliana, sostenendo chi pubblica libri sull’identità dell’isola con continuità e radicamento. Un investimento nella memoria collettiva, nella lingua, nella storia e nella dignità culturale di una terra troppo spesso marginalizzata.
Invece, la politica ha scelto l’opacità del voto segreto per sottrarsi alla responsabilità pubblica. Niente sostegno all’editoria, nessun aiuto a chi racconta quotidianamente la Sicilia vera, spesso lontana dai riflettori e vicina ai problemi reali. Il messaggio che ne esce è chiaro: l’informazione indipendente e la cultura locale non sono priorità. Evidentemente, per alcuni, è più comodo lasciare morire lentamente ciò che ancora tiene in vita un minimo di coscienza critica nel tessuto sociale siciliano.
Lettera aperta del sindacato della Stampa parlamentare all’Ars
In una lettera aperta indirizzata ai rappresentanti politici, il sindacato della Stampa Parlamentare Siciliana lancia un accorato appello ai deputati dell’Assemblea regionale siciliana (ARS) in seguito alla bocciatura della norma a sostegno dell’editoria contenuta nella manovra ter.
Un provvedimento che, secondo il sindacato, rappresenta un segnale preoccupante in un momento di grande difficoltà per il settore dell’informazione isolana:
“Onorevoli deputati dell’Ars,
il Sindacato della Stampa Parlamentare Siciliana ribadisce il proprio profondo rammarico per la bocciatura della norma a sostegno dell’editoria contenuta nella manovra ter, un segnale grave che rischia di indebolire ulteriormente un settore già in forte difficoltà e di colpire il diritto dei cittadini ad essere informati in modo libero, corretto e plurale.
In una terra complessa e ricca come la Sicilia, l’informazione professionale è un presidio fondamentale di democrazia, legalità e sviluppo. Eppure, il sistema dell’informazione è oggi messo a dura prova da crisi economiche strutturali, dalla progressiva riduzione delle risorse pubbliche e dalla concorrenza di contenuti non verificati, quando non deliberatamente falsi.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha più volte ricordato che “una stampa libera e autorevole è il pilastro su cui si regge ogni democrazia matura”. Non sono parole da cerimonia: sono un monito alla responsabilità, soprattutto per chi – come voi – è chiamato a rappresentare il popolo siciliano nelle istituzioni.
Il nostro appello è semplice, ma fermo:
- non permettete che i giochi di Palazzo prevalgano sul buon senso;
- non sacrificate la libertà di informazione sull’altare di equilibri politici contingenti;
- non lasciate soli i giornalisti iscritti all’Ordine, che ogni giorno – anche nei corridoi di Palazzo dei Normanni – svolgono un servizio pubblico essenziale, con rigore e spirito democratico.
Chiediamo che la norma a sostegno dell’editoria venga riproposta, lo ha già assicurato il presidente della Regione Renato Schifani, e che venga approvata a settembre all’interno della manovra quater – si può fare perché sarà una nuova sessione di bilancio -, garantendo risorse adeguate con regole stabili e trasparenti come la presenza di almeno due giornalisti contrattualizzati nelle redazioni e la regolare registrazione delle testate giornalistiche presso i tribunali come prevede la legge, due criteri fondamentali per l’accesso ai contributi pubblici da parte delle aziende editoriali.
Sostenere l’informazione non significa fare un favore a una categoria o a un amico, come qualche deputato ha persino sostenuto durante i lavori parlamentari della manovra ter: significa difendere il diritto dei cittadini ad essere informati, rafforzare la trasparenza della vita pubblica, valorizzare la cultura e le energie vive dell’Isola. Una Sicilia senza informazione è una Sicilia più debole, più esposta alle opacità, più distante dai suoi cittadini. Una Sicilia con un’informazione libera, plurale e fatta da giornalisti professionisti e pubblicisti è una Sicilia che cresce, che si interroga, che costruisce futuro.
Confidiamo nella vostra responsabilità. Il tempo per rimediare c’è: usiamolo bene”.
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