I Carabinieri della Stazione di San Michele di Ganzaria, con il supporto dei militari della Compagnia di Catania Fontanarossa, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 38 anni, ritenuto gravemente indiziato di aver preso parte a una truffa aggravata ai danni di un’anziana. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltagirone su richiesta della Procura della Repubblica, al termine di un’articolata attività investigativa sviluppata dall’Arma.
L’inchiesta ha preso avvio dalla denuncia presentata da una donna di 69 anni, residente a San Michele di Ganzaria, rimasta vittima, il 14 novembre 2024, della ormai nota truffa del “finto Carabiniere”, una tecnica criminale che continua a colpire soprattutto le persone più vulnerabili facendo leva sulla paura e sull’affetto verso i propri familiari. Secondo la ricostruzione investigativa, tutto sarebbe iniziato con una telefonata ricevuta dall’anziana. Dall’altra parte della cornetta un uomo, spacciandosi per un appartenente all’Arma dei Carabinieri, le avrebbe comunicato che il figlio era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale e che, per evitare pesanti conseguenze di natura giudiziaria, sarebbe stato necessario consegnare nell’immediato una consistente somma di denaro.
Il piano, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato organizzato nei minimi particolari. Mentre la donna veniva mantenuta in uno stato di forte agitazione, la figlia sarebbe stata indotta ad allontanarsi dall’abitazione con il pretesto di raggiungere prima la caserma dei Carabinieri e poi gli uffici comunali. Durante tutto il tragitto sarebbe rimasta costantemente impegnata al telefono, così da impedirle qualsiasi verifica sulla reale situazione.
In quel frangente un secondo uomo si sarebbe presentato davanti all’abitazione della vittima qualificandosi falsamente come consulente dell’azienda presso la quale lavorava il figlio della donna. Grazie a questo stratagemma sarebbe riuscito a conquistare la fiducia dell’anziana, facendosi consegnare, in due distinti accessi nell’abitazione, circa 18 mila euro in contanti e numerosi oggetti preziosi in oro, provocando un ingente danno economico e un forte trauma psicologico alla vittima.
Le indagini condotte dai Carabinieri si sono rivelate particolarmente accurate e hanno consentito di ricostruire ogni fase del raggiro. Fondamentale è stato il sopralluogo effettuato immediatamente dopo la denuncia all’interno dell’abitazione della donna. Nel corso dei rilievi, infatti, i militari hanno recuperato un bicchiere di plastica utilizzato dal presunto truffatore durante la sua permanenza nella casa. Proprio quell’oggetto si sarebbe trasformato nell’elemento decisivo dell’intera inchiesta.
Sul bicchiere, infatti, sarebbero rimaste tracce biologiche che sono state sottoposte ad approfonditi accertamenti tecnico-scientifici eseguiti dalla Sezione Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Catania e dal RIS di Messina. Dagli esami è stato estratto un profilo genetico che, successivamente, è stato confrontato con quello dell’indagato dopo il prelievo biologico disposto dall’Autorità giudiziaria. L’esito degli accertamenti avrebbe evidenziato una perfetta corrispondenza tra i due profili, confermando, secondo l’ipotesi accusatoria, la presenza dell’uomo nell’abitazione durante la consumazione della truffa.
Parallelamente gli investigatori hanno analizzato le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti nella zona. Le telecamere hanno consentito di ricostruire gli spostamenti del sospettato, individuando anche il veicolo utilizzato per raggiungere San Michele di Ganzaria e documentando i suoi movimenti in occasione dei due accessi nell’abitazione della vittima.
Gli ulteriori approfondimenti effettuati attraverso le banche dati in uso alle forze dell’ordine hanno permesso di collegare il mezzo al trentottenne destinatario della misura cautelare. Anche la fisionomia dell’uomo sarebbe risultata compatibile con quella immortalata dai filmati acquisiti nel corso delle indagini, rafforzando il quadro indiziario raccolto dagli investigatori.
Sulla base degli elementi acquisiti, la Procura della Repubblica ha richiesto l’applicazione della misura cautelare. Il G.I.P. del Tribunale di Caltagirone, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari previste dalla legge, ha disposto la custodia in carcere del trentottenne. L’uomo, una volta rintracciato dai Carabinieri, è stato arrestato e condotto presso la Casa circondariale di Caltagirone, dove rimane a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
L’operazione rappresenta un ulteriore risultato nella costante attività di contrasto alle truffe ai danni degli anziani, reati che fanno leva sulla vulnerabilità delle vittime attraverso artifici e inganni sempre più sofisticati. Le forze dell’ordine rinnovano l’invito ai cittadini, in particolare alle persone più anziane e ai loro familiari, a diffidare di richieste improvvise di denaro o gioielli avanzate telefonicamente da sedicenti appartenenti alle forze dell’ordine o da presunti professionisti e a contattare immediatamente il numero di emergenza in caso di dubbi.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari. L’indagato è pertanto da ritenersi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto dei principi sanciti dall’ordinamento.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

