Ragusa. Turista israeliana rifiutata in hotel, “se sostieni guerra a Gaza prenota altrove”: Booking blocca struttura ricettiva

di Redazione

Il conflitto a Gaza divide anche l'ospitalità, scoppia il caso. La nota piattaforma di prenotazioni ha applicato il proprio codice contro la discriminazione. Il titolare: "Condanno la guerra, non le persone"

È finito al centro di una bufera mediatica e commerciale l’hotel ragusano che aveva chiesto a una turista israeliana di “prenotare altrove”, qualora non avesse espresso contrarietà all’offensiva militare in corso nella Striscia di Gaza.

Dopo le segnalazioni e le polemiche suscitate dal caso, la piattaforma di prenotazioni Booking.com ha deciso di sospendere temporaneamente la struttura, citando la violazione dell’articolo 7.3 del proprio regolamento, che vieta espressamente ogni forma di discriminazione.

Il messaggio controverso

Tutto è iniziato con una comunicazione inviata a Yulia Sharitz, cittadina israeliana residente a Rishon LeZion, a sud di Tel Aviv.

La donna stava organizzando una vacanza in Sicilia a fine settembre con il marito e una coppia di amici, e aveva effettuato una prenotazione presso una struttura ricettiva di Ragusa. Poco dopo, ha ricevuto un messaggio dall’hotel:

“Buonasera Yulia. Siamo molto preoccupati per quanto sta accadendo a Gaza, quindi se ritiene che il suo governo stia agendo in modo appropriato, la preghiamo di cancellare la sua prenotazione con noi e di prenotare altrove. Ma se anche lei è sconvolta dagli eventi degli ultimi due anni, saremo lieti di accoglierla per un piacevole soggiorno”.

La segnalazione è stata riportata da un noto sito israeliano, al quale la donna ha dichiarato: “Non mi era mai successo nulla di simile. Ho prenotato altri cinque hotel in Sicilia e non ho avuto alcun problema. Solo qui ho ricevuto una mail del genere”. Sharitz ha scelto di non rispondere e ha annullato la prenotazione.

La replica del titolare

Il titolare dell’hotel, Andrea Leanza, ha replicato spiegando la sua posizione: “Non si tratta di razzismo o discriminazione, ma di una condanna contro ogni guerra e ogni forma di violenza. Non è un rifiuto verso gli israeliani, ma un invito alla riflessione”.

Leanza ha inoltre confermato la sospensione da parte della piattaforma Booking: “Mi hanno comunicato la decisione citando l’articolo 7.3 del loro codice, che riguarda la discriminazione. Sono in attesa di spiegazioni più dettagliate e valuterò come procedere. Molta gente mi ha mostrato solidarietà, ma anche Booking ha un mercato importante da difendere”.

Nel frattempo, Booking.com ha ribadito l’importanza del rispetto delle politiche anti-discriminatorie da parte di tutte le strutture presenti sulla piattaforma, sottolineando che ogni cliente deve essere accolto senza pregiudizi legati a nazionalità, religione o opinioni politiche.

Una vicenda che divide

L’episodio di Ragusa rappresenta un raro ma significativo caso in cui le tensioni geopolitiche si riflettono direttamente nel settore turistico. In un momento storico delicato, la vicenda mette in luce la complessità dei rapporti internazionali anche nei contesti quotidiani, sollevando interrogativi su etica, ospitalità e diritti dei viaggiatori.

23 Agosto 2025 | 13:09
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