Siracusa. Appalti truccati al Comune, indagato il sindaco Francesco Italia

di Redazione

Nel fascicolo della Procura finiscono accordi per condizionare l'affidamento dei lavori pubblici, rapporti privilegiati con alcune imprese e possibili scambi di favori elettorali. Tra gli indagati figura il primo cittadino, Francesco Italia, accusato di associazione a delinquere e turbata libertà degli incanti: per la vicepresidente del Consiglio comunale, Concetta Carbone, il gip ha disposto i domiciliari

In foto: Francesco Italia, sindaco di Siracusa

Il sindaco di Siracusa Francesco Italia è indagato dalla Procura Europea (Eppo) per associazione a delinquere e turbata libertà degli incanti, nell’ambito della più ampia inchiesta per corruzione, sulla gestione illecita degli appalti comunali. Sette le misure cautelari eseguite stamane tra imprenditori, politici e funzionari del Comune.

Indagata anche la vicepresidente del Consiglio Comunale Concetta Carbone, per cui il gip ha disposto i domiciliari. Secondo l’accusa, una serie di lavori pubblici, tra cui l’ampliamento dell’ostello per i lavoratori migranti di Cassibile, sarebbero stati affidati a imprese amiche. In cambio la Carbone avrebbe avuto denaro e sostegno elettorale.

Francesco Italia, 54 anni, imprenditore, è in carica come sindaco di Siracusa dal 27 giugno 2018. Prima di dedicarsi alla politica, dopo una laurea in giurisprudenza si è specializzato in marketing e comunicazione d’impresa, ed ha lavorato a Milano nell’editoria televisiva. Nel 2013 il sindaco Giancarlo Garozzo lo chiama in giunta nel ruolo di vicesindaco e assessore alla cultura e al turismo.

Nel 2018 viene eletto sindaco di Siracusa, ottenendo il 52,99 per cento dei voti alla guida di una coalizione civica di centro. Nel giugno del 2023, viene riconfermato per un secondo mandato, vincendo al ballottaggio con il 55,39 per cento delle preferenze. E’ tra i fondatori del partito di Carlo Calenda “Azione” e ricopre attualmente il ruolo di commissario regionale del partito.

Le intercettazioni

Nelle intercettazioni del febbraio 2025, riportate nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Palermo Antonella Consiglio, emergerebbero le lamentele per la scarsità di lavori ottenuti dal gruppo negli ultimi due anni. Un periodo considerato particolarmente difficile dagli imprenditori, che mettevano a confronto la situazione attuale con quella precedente, descritta come assai più redditizia grazie ai rapporti con il mondo politico e, in particolare, con Concetta Carbone. Quest’ultima sarebbe stata ritenuta più disponibile, nonostante, secondo la ricostruzione investigativa, anche il primo cittadino avesse ricevuto il sostegno del gruppo di interessi. Tra i protagonisti di quei rapporti figurava il carabiniere Salvatore Strazzulla, all’epoca legato agli imprenditori e finito in carcere nell’ambito del blitz.

In una conversazione con Strazzulla, l’imprenditore Giuseppe Buscarino esprimeva tutta la propria delusione per quanto, a suo dire, il sindaco avrebbe fatto negli ultimi anni, nonostante il sostegno ricevuto: “La verità è, non è perché… che ha fatto, quanto ha che c’è due anni?… e che ha fatto in due anni e mezzo? Che cosa ha fatto? Niente. E noi ci siamo stati vicino. Tutti quelli che lui ha avuto vicino, ha fatto qualcosa?”.

La replica del carabiniere chiamava invece direttamente in causa Concetta Carbone, distinguendo il suo operato da quello del primo cittadino: “No, figurati. A me, mi ha fatto campare due anni. Lei (Concetta Carbone) però, no lui (il sindaco Francesco Italia) – rispondeva il militare – e devo dirle grazie. Per il resto zero”.

In un altro colloquio, Carbone tornava sul ruolo del sindaco, sostenendo di aver contribuito a facilitare i rapporti e a creare le condizioni per ottenere quanto richiesto. Rivolgendosi a Strazzulla, gli ricordava che Italia avrebbe già aperto la strada, invitandolo a non interrompere i contatti e a continuare a seguire la vicenda: “Te lo ha detto Francesco (Francesco Italia ndr). Se lui ti ha detto che l’ha chiamato lui, la strada te l’ha fatta e di non fare come i consiglieri che non si seguono le cose; tu ora fino a che lui non ti dà, ci devi stare appresso”.

L’ex assessora della giunta comunale insisteva poi sul fatto che il sindaco, per quanto nelle sue possibilità, avrebbe già fatto la propria parte. Il problema, a suo dire, sarebbe stato altrove, nei comportamenti degli imprenditori coinvolti e nel mancato rispetto degli accordi: “Ma quello mischino da parte sua… ha fatto… Luca te lo posso dire? Luca te lo posso dire? Ma cose di sistemazione definitive non ce n’è. Lui, a modo di ‘Francesco’ te l’ha data la sistemazione. Ti sto ripetendo sono un milione di euro. Il problema non è stato Francesco e neanche io, il problema sono stati loro nei tuoi confronti”. Il riferimento, secondo la ricostruzione riportata, sarebbe stato agli imprenditori Boscarino, accusati di non aver mantenuto gli impegni assunti.

Strazzulla, dal canto suo, manifestava insoddisfazione e lasciava intendere che altri interlocutori avessero ottenuto dal sindaco maggiori vantaggi, citando in particolare gli appalti relativi ai parcheggi e al molo. Carbone respingeva questa interpretazione e descriveva un progressivo arresto dell’attività, attribuendolo ai timori del primo cittadino per possibili indagini. Nel ricostruire quei passaggi, riferiva di una telefonata nella quale Italia le avrebbe chiesto di fermarsi: “… ha lavorato solo lui e ad un certo punto Francesco mi chiamò e mi disse: Conci ora basta… pi tutti”.

Le altre misure cautelari

In carcere è finito anche il carabiniere Salvatore Strazzulla, che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe svolto il ruolo di intermediario tra le imprese che avrebbero beneficiato degli affidamenti e Concetta Carbone. Al militare viene contestata anche la violazione di notizie riservate. Per l’imprenditore Massimo Boscarino sono stati invece disposti gli arresti domiciliari.

Un’ulteriore misura riguarda gli imprenditori Giuseppe Boscarino, di 70 anni, Salvatore Boscarino, di 73 anni, Salvatore Boscarino, di 47 anni, e Tino Boscarino, destinatari del divieto, per 12 mesi, di esercitare attività imprenditoriali finalizzate alla presentazione di istanze per ottenere contributi comunitari o statali. Tra gli indagati figura anche l’ingegnere comunale Mario Dall’Aira, per il quale il gip ha disposto l’interrogatorio preventivo.

14 Ottobre 2026 | 16:33
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