Commozione e incredulità nelle comunità di Carlentini e Lentini per la morte fatale occorsa nell’incidente mortale di Dario Greco avvenuta lo scorso 26 febbraio che ha scosso profondamente le due cittadine dove viveva il 42enne contitolare assieme al fratello Seby della paninoteca ‘Simpanino’.
La Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale ed ha avviato le indagini sull’incidente per comprendere le cause della morte dell’uomo al fine di accertare e approfondire la dinamica dell’incidente stradale.
La salma dell’uomo ancora all’obitorio dell’ospedale ‘San Marco’ di Catania in attesa dell’autopsia, che verrà effettuata dal medico legale nel pomeriggio, per stabilire la tipologia e la portata delle lesioni subite e la causa del decesso.
La ricostruzione dell’accaduto è stata affidata ai carabinieri di Carlentini, dove in via via Morelli è avvenuta la collisione tra la motocross con in sella Dario Greco e una Fiat 500 condotta da una donna.
Intanto nel tardo pomeriggio a conclusione dell’esame autoptico e il nulla osta della Procura la salma sarà riconsegnata ai famigliari per celebrare le esequie funebri.
La fiaccolata ed il poster per Dario
Ieri sera si sono riuniti in corteo tutti gli amici e conoscenti per una fiaccolata che da via Morelli ha raggiunto piazza Sant’Anna alla “167”, per ricordare l’uomo sempre gentile e generoso con tutti. Contestuali tanti messaggi arrivati alla famiglia con la partecipazione dei due sindaci di Lentini Rosario Lo Faro e Carlentini Giuseppe Stefio, amministratori locali, associazioni che hanno postato sulle loro pagine facebook frasi in ricordo di Dario: «Ci conosciamo da sempre e col passare degli anni la nostra amicizia si è sempre più blindata – ha scritto l’ex consigliere comunale Giuseppe Santocono – sei stato un fratello, un fratello vero, non riesco ancora a crederci, non posso accettarlo. Dario, con te era sempre festa, davi forza e coraggio alla tua famiglia e a tutti coloro che oggi ti portano nel cuore».
Nel frattempo il luogo dove ogni sera da anni la vittima insieme al fratello allestiva la paninoteca “Simpanino” è diventato un luogo di pellegrinaggio dove chiunque si ferma per una preghiera e depone un mazzo di fiori.
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