Stamani abbiamo ricevuto una lettera di 10 righe del Comune di Lentini che ci intima di lasciare il Palazzo Beneventano entro 30 giorni.
Si vorrebbe così porre fine a un’esperienza virtuosa che, partendo invece da una situazione disastrosa, ha visto il nostro team operare “Gratuitamente da 6 anni” all’interno del Palazzo curandone la manutenzione, la valorizzazione, l’inclusione con gli abitanti del quartiere al cui uso è stato restituito e il suo inserimento nei più importanti circuiti culturali e turistici regionali e nazionali. Così tuonano dai vertici della Cooperativa Badia Lost & Found.
La cosa che più ci colpisce è la ferrea logica di “persecuzione” della quale siamo oggetto da più di un anno:
- Da un anno, appunto, siamo in attesa di un incontro ‘ufficiale’ per cercare e proporre soluzioni per il futuro del Palazzo avvalendoci delle migliori competenze culturali, tecniche e legali nazionali che siamo riusciti a coinvolgere; incontro che è stato ripetutamente richiesto da LEGACOOP Sicilia, ALLEANZA COOPERATIVE ITALIANE, CULTURMEDIA, ANCI, FONDAZIONE FITZCARRALDO e FONDAZIONE LE VIE DEI TESORI, alle quali il Comune non ha mai risposto.
- Avevamo avanzato al Comune una proposta di Partenariato che prevedeva un nostro “investimento” di circa 800.000 euro per la ristrutturazione complessiva del Palazzo, la sua valorizzazione e la sua fruizione da parte di tutta la Città. Tale procedura è stata prima sospesa per 10 mesi e poi definitivamente annullata tre mesi fa senza mai poterne discutere con l’Amministrazione Comunale.
- La stessa Amministrazione (ancora una volta senza averci interpellato) aveva poi approvato lo scorso 7 Ottobre una Concessione temporanea di alcuni spazi del Palazzo che noi stavamo valutando insieme ai nostri legali. Ma la stessa Giunta Municipale, dopo appena 10 giorni, revocò quel suo stesso atto senza neanche attendere una nostra valutazione e usando una motivazione del tutto inesistente, e cioè che la nostra fosse una “Cooperativa Sociale” cosa che “non” É assolutamente vera.
- Adesso arriva questa lettera di “sfratto” a conclusione di un percorso che evidentemente era già stato deciso in partenza.
Ma c’è un aspetto che ci “addolora” più di ogni altra considerazione: lo sfratto che si vorrebbe attuare “non è in funzione” di un progetto alternativo già definito di ristrutturazione e di valorizzazione culturale del Palazzo, considerato che la stessa Giunta ha dichiarato di voler aprire un periodo di discussione con la Città proprio sul futuro di questo bene.
Quindi, si tratterebbe di “abbandonare” il Palazzo senza un chiaro progetto e senza alcun presidio permanente di tipo culturale per abbandonarlo così a un destino che noi lentinesi abbiamo già vissuto come nel caso della ex Piscina Comunale. Nei prossimi giorni comunicheremo le determinazioni della nostra Cooperativa.
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