Massima cooperazione di ENI

Gela. Acque inquinate, mancato rispetto delle bonifiche: «Procura sequestra la società Eni»

di Redazione

Dagli accertamenti sono risultate alte concentrazioni di manganese, idrocarburi e mercurio nelle acque che poi finiscono in mare o nei terreni

La Procura ha sequestrato la Società Syndial Sicilia, ora Eni Rewinds s.p.a, ramo aziendale della raffineria di Gela che si occupa di bonifiche.«»

Secondo le indagini tecniche svolte dai consulenti dei pm non sarebbe stato rispettato il piano del ministero dell’Ambiente in merito alla bonifica delle acque di falda.

Dagli accertamenti sono risultate alte concentrazioni di manganese, idrocarburi e mercurio nelle acque che poi finiscono in mare o nei terreni.

Disposto il sequestro preventivo anche delle aree dello stabilimento destinate all’attuazione della bonifica. Il gip di Gela ha disposto la nomina di un amministratore giudiziario che dovrà provvedere all’esecuzione delle bonifiche.

L’attività investigativa è stata eseguita dalla Capitaneria di Porto di Gela e dal Commissariato di polizia di Gela su delega della Procura guidata dal procuratore Fernando Asaro.

La posizione di Eni sul sequestro preventivo dell’impianto

“Eni prende atto dei provvedimenti adottati dall’autorità giudiziaria rispetto all’impianto TAF a Gela. La società, riservandosi ogni opportuna valutazione in sede processuale, conferma di avere sempre operato nel rispetto dei requisiti di legge e ribadisce che continuerà ad interloquire con la magistratura assicurando la massima cooperazione”.

12 Ottobre 2021 | 15:01
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