Catania. Cyberbullismo e deepfake, la Polizia incontra gli studenti: «La rete non è un gioco, servono consapevolezza e responsabilità»

di Redazione

All’istituto “Fermi-Guttuso” di Giarre confronto diretto tra agenti e ragazzi: focus su rischi dei social, truffe online e strumenti per difendersi

Non una semplice lezione, ma un confronto aperto e concreto su uno dei temi più delicati dell’era digitale: l’uso consapevole dei social e i pericoli nascosti dietro uno schermo. È questo il senso dell’iniziativa promossa dalla Polizia di Stato che ha fatto tappa all’Istituto Tecnico Industriale “E. Fermi – Guttuso” di Giarre, coinvolgendo decine di studenti in un dialogo diretto su cyberbullismo, deepfake e sicurezza online. L’incontro rientra in un più ampio programma di sensibilizzazione portato avanti dalla Questura di Catania su tutto il territorio provinciale, con l’obiettivo di avvicinare i più giovani ai temi della legalità digitale e renderli più consapevoli dei rischi connessi alla navigazione in rete. A confrontarsi con gli studenti sono stati gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Acireale, che hanno scelto un approccio semplice ma incisivo, fatto di esempi concreti e situazioni reali.

Circa 150 ragazzi, appartenenti alle classi terze e con un’età compresa tra i 16 e i 17 anni, hanno preso parte all’iniziativa, dimostrando attenzione e partecipazione attiva. Numerosi gli interventi, le domande e le riflessioni emerse durante il dibattito, segno di un interesse autentico verso una tematica che riguarda da vicino la loro quotidianità. Nel corso dell’incontro, gli operatori della Polizia hanno posto l’accento su comportamenti spesso sottovalutati ma potenzialmente pericolosi, come la condivisione di dati personali o l’interazione con sconosciuti attraverso chat e piattaforme social. Particolare attenzione è stata dedicata alle truffe online: messaggi che promettono vincite inesistenti o opportunità allettanti, ma che in realtà nascondono tentativi di raggiro attraverso link fraudolenti o richieste illecite.

Un passaggio significativo ha riguardato le conseguenze psicologiche del cyberbullismo. Gli agenti hanno evidenziato come anche gesti apparentemente banali, come un commento offensivo o la diffusione di un’immagine, possano avere un impatto devastante su chi li subisce. Da qui l’invito a riflettere prima di pubblicare contenuti e a utilizzare sempre un linguaggio rispettoso. Non è mancato il richiamo al ruolo attivo dei giovani, chiamati non solo a proteggere sé stessi, ma anche a sostenere chi si trova in difficoltà. Segnalare episodi di violenza o isolamento, infatti, può fare la differenza sia per aiutare le forze dell’ordine nelle indagini, sia per offrire un supporto concreto a compagni e amici vittime di abusi.

Tra i momenti più intensi dell’incontro, il ricordo di Carolina Picchio, la prima vittima riconosciuta di cyberbullismo in Italia. La sua vicenda, che nel 2013 scosse profondamente l’opinione pubblica, ha portato all’introduzione della legge 71 del 2017, segnando un punto di svolta nella tutela dei minori in ambito digitale. Spazio anche agli strumenti a disposizione dei cittadini: gli agenti hanno illustrato l’app “YouPol”, che consente di inviare segnalazioni anche in forma anonima direttamente dal proprio smartphone. Un mezzo semplice e immediato per denunciare episodi di bullismo, violenza o spaccio di droga. Ampio approfondimento è stato poi dedicato al fenomeno dei deepfake, sempre più diffuso e insidioso. Attraverso tecniche avanzate di manipolazione digitale, infatti, è possibile alterare immagini, audio e video in modo estremamente realistico, con conseguenze gravi per la reputazione e l’identità delle persone coinvolte, fino a configurare veri e propri reati.

A conclusione dell’incontro, gli studenti hanno accompagnato i poliziotti alla scoperta dei laboratori dell’istituto, mostrando i progetti sviluppati nell’ambito delle attività didattiche. Tra questi, dispositivi robotici e prototipi realizzati anche grazie all’impiego di stampanti 3D, testimonianza concreta delle competenze e della creatività dei ragazzi nel campo tecnologico. L’iniziativa si è così trasformata in un’occasione di scambio reciproco, capace di rafforzare il rapporto di fiducia tra giovani e istituzioni. Un legame fondamentale per costruire una cultura della legalità condivisa e promuovere una convivenza civile basata sul rispetto, dentro e fuori dalla rete.

17 Marzo 2026 | 17:39
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