Botta e risposta politico-istituzionale tra il sindaco di Avola, Rossana Cannata, e il senatore del Partito Democratico Antonio Nicita a seguito dell’assegnazione di 5 milioni di euro di fondi statali destinati al Comune di Avola per il riequilibrio di bilancio.
Il senatore Nicita ha messo in discussione il merito sull’opportunità delle risorse stanziate, insinuando riferimenti alla parentela con Luca Cannata, esponente politico di spicco e fratello dell’attuale sindaca.
Una mossa che ha spinto la prima cittadina a una replica pubblica decisa e appassionata e lo fa tramite un messaggio sui social carico di determinazione e orgoglio.
La replica del sindaco Cannata
“Io sono il Sindaco di Avola, non la sorella di Luca!”, ha dichiarato il primo cittadino Rossana Cannata, rivendicando con decisione la propria identità politica e istituzionale, costruita – come ha sottolineato – non sul cognome, ma sull’impegno, la dedizione e il consenso democraticamente ottenuto.
La replica è arrivata anche a seguito delle parole del senatore Antonio Nicita, che avrebbe ventilato l’ipotesi di un’interrogazione parlamentare. “Non c’è bisogno di alcuna interrogazione parlamentare”, ha ribattuto la sindaca, ricordando che anche il senatore è figlio di un noto esponente politico, l’ex presidente della Regione Siciliana, sottolineando l’incoerenza di chi, pur con legami familiari politici, accusa altri di favoritismi. “Il rispetto per i ruoli e delle istituzioni non è una concessione: è un dovere”, ha aggiunto con fermezza.
Il messaggio di Rossana Cannata ha toccato anche il tema della parità di genere e del linguaggio denigratorio che ancora, nel 2025, mette in discussione l’autonomia e la competenza delle donne in ruoli di leadership. Un appello accorato è stato rivolto proprio alle donne: “Non ricordiamoci di essere ‘sorelle’ solo l’8 marzo”.
Infine, la sindaca ha voluto ringraziare i cittadini per la fiducia ricevuta: “Il ruolo e la fiducia che ho ricevuto non me l’ha regalata nessuno. Me l’ha data la mia città, con il voto”, ha ricordato, ribadendo la volontà di continuare a servire Avola con “serietà, passione e presenza”.
Un intervento che si configura non solo come una risposta a critiche e strumentalizzazioni, ma anche come un forte messaggio di autodeterminazione e rispetto delle istituzioni.
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