“Che qualcosa si sta muovendo lo dice la lettera ufficiale del comitato per la sicurezza finanziaria del Mef, nella quale viene chiarito e confermato, come Isab, Lukoil Italia, Litasco e Oao Lukoil, non siano oggetto di sanzioni da parte dell’Unione europea.
Ora occorre capire se le banche e i fornitori riprenderanno i rapporti con l’azienda. Non c’è chi non veda come ancora una volta l’unione di tutte le istituzioni, sindaci, autorità, parlamentari, operatori economici, associazioni e sindacati, abbia determinato un impulso positivo verso un governo che oggi risulta essere attento e pronto nei confronti di una problematica che non riguarda il singolo territorio ma, per numeri prodotti in termini energetici, tutto il paese”.
A dirlo è Marina Noè, Presidente dell’associazione Assoporto Augusta che qualche giorno fa ha preso parte ai lavori del tavolo tecnico istituito dal Comune di Augusta, convocato dal sindaco Giuseppe Di Mare e dall’assessore Tania Patania.
L’associazione degli operatori portuali megaresi, che ha partecipato nei giorni scorsi al tavolo tecnico del Comune di Augusta, fa interviene anche sulla vicenda Ias e Priolo servizi, sollevando il caso del divieto di conferimento solo per le acque di lavaggio recuperate dalle bettoline
“Come Assoporto Augusta avevamo chiesto che ci fosse un intervento immediato per la soluzione di alcune problematiche che, se non risolte, rischiano di mettere in crisi l’intero processo produttivo del porto di Augusta. Riteniamo si stia andando nella direzione giusta – prosegue il Presidente Noè -.
E’ di questi giorni la notizia che il ministro Urso si stia occupando della vicenda Lukoil e per questo motivo riteniamo si possa suggerire di prendere in considerazione anche una eventuale mera partecipazione dell’azienda Eni come partner adatto a seguire la transazione energetica di un gruppo che, invece, ha competenze tradizionali e che poterebbe fare investimenti per il passaggio ad altre fonti energetiche e perché no anche di rigassificazione”.
Questo tavolo è però chiamato a risolvere anche altri problemi e tra questi quello dell’IAS e della società Priolo Servizi.
“Non c’è dubbio che la magistratura debba fare luce sulle diverse eventuali inadempienze e sulle relative responsabilità, – continua Noè – ma l’impianto deve funzionare per tutte le categorie conferite e non solo per alcune. Infatti non è possibile assistere ad un divieto, che oggi esiste, di conferimento delle acque di lavaggio recuperate dalle bettoline che svolgono il servizio nel porto di Augusta. Un divieto che riguarda solo questa tipologia di servizio e che pertanto appare ancora più incomprensibile alla luce dei conferimenti che, invece, continuano ad effettuarsi per le navi, per i comuni e per le industrie.
Siamo certi che anche queste problematiche saranno oggetto d’interesse e soluzione da parte delle autorità competenti e ringraziamo tutti i soggetti che si stanno adoperando alla soluzione delle problematiche”.
Unionports auspica normalità negli asset industriali: vigileremo sugli sviluppi
Finalmente qualcosa si è mosso. Da mesi attendavamo almeno una ipotesi di soluzione.
Avevamo indicato anche una temporanea “nazionalizzazione” della Lukoil per evitare i problemi causati dalle sanzioni contro l’importazione di petrolio russo che ha fatto andare in ansia non solo Lukoil ma l’intero sistema produttivo del polo industriale di Siracusa con il rischio certo che Lukoil, senza i suoi approvvigionamenti da petrolio russo, potesse chiudere, con quella che abbiamo chiamato “conseguenza ecatombe” del polo industriale.
Ieri sera la comunicazione da parte del Senatore Antonio Nicita che informava il territorio che la sua iniziativa è andata in porto. Cioè la firma da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, tramite il CSF (Comitato di Sicurezza Finanziaria), della cosiddetta “Comfort Letter”, che impegna lo stato italiano a garantire i crediti verso la Lukoil, permettendo a questa di operare in tranquillità anche dopo il 5 dicembre, quando dovrà comprare petrolio non russo, ma con le carte in regola per procedere a pagamenti e servizi per il funzionamento della raffineria a di Priolo.
La “Comfort Letter” è stata ricevuta dalla azienda che ha fatto sapere di apprezzare l’iniziativa. Ora, se non scopriamo altri inghippi e se le banche rimuoveranno rapidamente ogni ostacolo, si potrebbe ricominciare a parlare di “normalità” negli assetti del polo industriale, al netto di altre vicende ancora in itinere (caso IAS).
Come Unionports ed operatori del porto vigileremo con molta attenzione sugli sviluppi di tutte le vicende che mettono in difficoltà imprese e lavoro. Ringraziamo tutti gli esponenti politici che si sono impegnati in questi messi in una battaglia difficile e dall’esito incerto. Queste le dichiarazioni di Davide Fazio, Presidente Unionports.
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