Augusta. Un altro impianto di rifiuti minaccia ambiente e salute: scoppia la rivolta, invocata revoca alla Regione

di Redazione

L’incendio di Ecomac è solo l’inizio, l’impianto di stoccaggio rifiuti della Hub Cem di Augusta è una bomba ecologica a pochi passi dal centro abitato e dalle aree protette delle Saline. Le preoccupazioni degli ambientalisti, dei cittadini e del PD aretuseo

La polemica sull’autorizzazione concessa alla ditta Hub Cem Augusta S.p.A. per la realizzazione di un impianto di stoccaggio di rifiuti speciali e pericolosi presso il porto commerciale della città si fa sempre più accesa.

L’operazione, approvata lo scorso 12 giugno dall’Assessorato Regionale Acqua e Rifiuti, è al centro delle critiche di Natura Sicula e del Coordinamento Salvare Augusta, che chiedono la revoca dell’autorizzazione in autotutela, invocando la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente.

Un impianto troppo vicino alla città e alle Saline

Secondo i vertici di Natura Sicula, le ragioni per richiedere la revoca dell’autorizzazione sono evidenti e riguardano innanzitutto irregolarità urbanistiche e ambientali. La Hub Cem Augusta, società della galassia della famiglia Caruso di Paternò, infatti, avrà la possibilità di stoccare fino a 500.000 tonnellate di rifiuti non pericolosi all’anno e 9.000 tonnellate di rifiuti pericolosi, con un massimo di 60 tonnellate di stoccaggio simultaneo di rifiuti pericolosi.

Il sito scelto per l’impianto dista solo 600 metri dal perimetro del centro abitato di Augusta, mentre il Piano regionale per la gestione dei rifiuti impone una distanza minima di 3 km per evitare situazioni di pericolo per la popolazione. Inoltre, l’impianto sorgerà a meno di 300 metri dal confine della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) delle Saline di Augusta, un’area di rilevante valore ambientale, contravvenendo alle normative europee che vietano l’insediamento di impianti in prossimità di tali aree protette.

La ferita ancora aperta dell’incendio Ecomac

Le preoccupazioni sulla sicurezza sono amplificate dal recente incendio dell’impianto Ecomac, che ha scatenato un’emergenza ambientale nella zona. L’incendio, che ha divampato per oltre dieci giorni nel luglio del 2025, ha sprigionato diossine ben oltre i limiti OMS, provocando un picco di 60.178 fg/m³ vicino all’impianto. Il rogo ha creato un allarme sanitario e ha messo in luce la difficoltà degli Enti locali e dei Vigili del Fuoco nella gestione di eventi così gravi. In questo contesto, l’idea di costruire un impianto con una capacità doppia rispetto a Ecomac appare agli ambientalisti e ai cittadini di Augusta non solo inopportuna, ma anche pericolosa.

Una battaglia politica e civica. PD: “Difendiamo salute e ambiente, No alla nuova discarica”

La richiesta di revoca è stata formalizzata da Legambiente e supportata da un’ampia parte della cittadinanza. Nel corso di una seduta della IV Commissione Ambiente, tenutasi ad Augusta il 24 luglio, sono state avanzate proposte per fermare l’ulteriore insediamento di impianti di stoccaggio rifiuti nell’area. Le richieste di sicurezza, di depotenziamento dei rischi e di tutela della salute pubblica sono al centro del dibattito.

Non è solo l’associazione Natura Sicula a sollevare l’allarme. Anche il Partito Democratico locale, con il segretario provinciale Piergiorgio Gerratana e il responsabile ambiente e territorio Giusy Genovesi, ha preso posizione contro la costruzione dell’impianto. Per il PD, l’autorizzazione regionale concessa a Hub Cem minaccia seriamente la salute e l’ambiente e va fermata prima che sia troppo tardi. In particolare, i rappresentanti del PD intendono attivarsi a tutti i livelli parlamentari per fare chiarezza sulle procedure autorizzative che hanno permesso l’avvio del progetto.

L’appello dei cittadini

In un appello che sta trovando eco in tutta la città, i cittadini chiedono una rinnovata attenzione alle criticità ambientali della zona. Non vogliono vedere la loro città diventare una “pattumiera della Sicilia” e, a maggior ragione, non vogliono rischiare la salute pubblica e il loro ambiente in nome di un progetto che, a loro avviso, non fa altro che aggravare una situazione già precaria.

“Le autorità locali, regionali e nazionali devono prendere una posizione chiara e definitiva. Non possiamo permettere che venga realizzato un impianto così pericoloso a pochi passi dal centro abitato e dalle aree protette”, hanno dichiarato i portavoce di Natura Sicula, facendo appello a tutte le amministrazioni coinvolte, dal Prefetto al presidente della provincia, affinché rivedano la loro posizione.

Un futuro a rischio?

Il progetto dell’impianto Hub Cem non è solo un tema di gestione dei rifiuti, ma anche un sintomo di una più ampia problematica legata alla gestione ecologica del territorio siracusano. La richiesta di fermare la costruzione dell’impianto si inserisce in un quadro più ampio di riforma ambientale, che vede come priorità la conversione ecologica delle aree industriali. Tuttavia, il timore di molti è che, senza un cambio di rotta, l’intera area rischi di diventare una pattumiera per tutta la Sicilia, compromettendo definitivamente la salute dei cittadini e la qualità dell’ambiente.

Il prossimo passo è nelle mani delle istituzioni, che dovranno rispondere a un’esigenza di sicurezza e salute che, fino ad oggi, sembra essere stata lasciata troppo in secondo piano.

04 Agosto 2025 | 19:39
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