Un acceso contenzioso giudiziario, destinato a tenere alta l’attenzione sul futuro del sistema fognario e depurativo di Augusta, approda davanti al Tribunale Amministrativo Regionale di Catania.
Le società Aretusacque S.p.A., chiamata a gestire il servizio idrico integrato per 19 comuni della provincia aretusea, e Acea Siracusa S.r.l. hanno infatti presentato un ricorso, impugnando il bando di gara da 50 milioni di euro, finalizzato a interventi strategici per risolvere criticità storiche del servizio fognario e depurativo del Comune megarese.
Il cuore della controversia
Il ricorso mira all’annullamento, con sospensione dell’efficacia, del bando per “l’affidamento dei lavori” nell’ente augustano. Il documento, pubblicato il 23 ottobre 2025 nel supplemento GUUE S n. 204/2025, è stato emanato da Sogesid S.p.A., in qualità di committente ausiliario per conto del Commissario Straordinario Unico.
Oltre a chiedere l’annullamento della gara, le società ricorrenti hanno sollevato istanze di cancellazione anche del disciplinare, del capitolato speciale e di tutti gli altri documenti che costituiscono la lex specialis della procedura.
Secondo i ricorrenti, l’impianto di Augusta, essendo inserito nel Piano d’Ambito, rientra tra le opere la cui realizzazione compete alla società incaricata della gestione del servizio integrato. Ne deriverebbe, quindi, l’illegittimità del medesimo bando.
Chi sono le parti in causa
A prendere posizione davanti al TAR sono principalmente due società: Aretusacque S.p.A. e Acea Siracusa S.r.l., che hanno presentato il ricorso. Le due aziende sono assistite da un team legale composto dagli avvocati Giuseppe Berretta, Giuseppe Lo Pinto, Fabio Cintioli e Giovanni Mania, che ne curano la difesa e la rappresentanza in tutte le fasi del procedimento.
Dall’altra parte figurano Sogesid S.p.A., la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Commissario Straordinario Unico, tutti rappresentati dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Catania. Questi enti difendono la legittimità del bando e delle procedure ad esso collegate, sostenendo l’operato dell’Amministrazione nella gestione dell’appalto.
Infine, come controinteressato, interviene anche il Comune di Augusta, rappresentato dall’avvocato Chiara Carrabino, a tutela degli interessi dell’ente locale e della corretta esecuzione degli interventi previsti dal maxi appalto.
Un paradosso tutto augustano
Aretusacque S.p.A. è una società a capitale misto: il 51% delle quote è di proprietà pubblica, controllato dall’ATI Idrico, costituita dai Comuni del territorio, mentre il 49% è detenuto da un socio privato, Acea, uno dei principali gruppi italiani nel settore idrico.
La supervisione è affidata ad una governance che fa capo ad un Consiglio di Sorveglianza nominato da alcuni sindaci della provincia e presieduto da esponenti appartenenti a diverse aree politiche locali.
Inizialmente, la situazione ebbe fasi concitate e di tensione: al momento della costituzione di Aretusacque, alcune nomine del Consiglio furono definite “spartitorie” da esponenti nazionali di FdI sul territorio, non pienamente rappresentative di tutti gli enti comunali. In quell’occasione il sindaco di Augusta, Giuseppe Di Mare, votò invece a favore delle nomine, suscitando critiche interne al suo partito, Fratelli d’Italia, e attirando l’attenzione dei vertici provinciali.
Paradossalmente, oggi lo stesso primo cittadino megarese si trova coinvolto in una controversia giudiziaria proprio con Aretusacque, la stessa società di cui in passato aveva sostenuto alcune scelte di governance, rendendo la vicenda ancora più complessa e delicata.
Decisione cautelare: niente sospensione immediata
In camera di consiglio del 4 dicembre 2025, il Tar ha ritenuto che le esigenze cautelari delle due società possano essere adeguatamente tutelate tramite una rapida definizione del giudizio nel merito – secondo quanto previsto dall’art. 119, comma 3, del codice del processo amministrativo – evitando la sospensione immediata del bando. La decisione sulle spese legali è stata rinviata alla conclusione del procedimento.
Secondo il Tribunale, questa scelta consente di accelerare l’esame della legittimità del bando senza bloccare i lavori programmati, assicurando così sia la tutela delle società ricorrenti sia la continuità degli interventi infrastrutturali.
Prossimi sviluppi
L’udienza pubblica del 26 febbraio 2026 rappresenterà un passaggio cruciale per stabilire la legittimità del bando e il futuro dei lavori di ammodernamento della rete fognaria e depurativa di Augusta. L’ordinanza del TAR, depositata presso la segreteria del Tribunale, sarà notificata alle parti e dovrà essere eseguita dall’Amministrazione.
Con un investimento pubblico di rilevanza strategica, il verdetto avrà ripercussioni significative non solo sulle società coinvolte, ma anche sull’intera comunità locale, confermando quanto sia delicato il bilanciamento tra efficienza dei lavori e rispetto delle procedure di gara.
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