L‘impasse ambientale che da anni aleggia nell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (AERCA) della provincia di Siracusa è tornata al centro del dibattito politico regionale.
Dopo l’incendio che ha colpito lo stabilimento Ecomac di Augusta, la IV Commissione “Ambiente, Territorio e Mobilità” dell’Assemblea Regionale Siciliana si è riunita in seduta straordinaria presso il Municipio di Augusta per fare il punto sulla situazione e proporre soluzioni concrete.
Spada (PD): “Deputazione nazionale si impegni a legiferare sulle diossine”
Tra i protagonisti della seduta il deputato regionale e sindaco di Solarino Tiziano Spada (PD), che ha ribadito l’urgenza di legiferare a livello nazionale sulle diossine, sostanze altamente tossiche ancora prive di una regolamentazione specifica in Italia. “La presenza delle autorità e dei sindaci testimonia la volontà di affrontare seriamente la crisi ambientale – ha dichiarato Spada –. Ora è necessario che la Regione si impegni con risorse e strumenti per i Comuni colpiti, mentre il Parlamento nazionale deve intervenire per normare gli inquinanti più pericolosi”.
Spada ha sottolineato anche la necessità di vietare la costruzione di impianti potenzialmente pericolosi vicino ai centri abitati e ha posto l’accento sul potenziamento delle strumentazioni di rilevamento dell’aria, citando l’importanza di rafforzare l’Arpa: “Le comunità dell’AERCA non possono più attendere: servono soluzioni immediate e strutturali”.
Gilistro (M5S): “Ripensare sistema di controllo e coordinamento crisi ambientali”
Dello stesso tenore l’intervento del deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Carlo Gilistro, che ha puntato il dito contro le carenze del sistema di gestione delle emergenze: “L’incendio alla Ecomac ha mostrato gravi falle nel coordinamento e nella comunicazione. La popolazione è rimasta senza informazioni sotto una nube tossica. È fondamentale istituire un’unità di crisi permanente, pronta ad agire e a comunicare tempestivamente con cittadini, sindaci e media”.
Gilistro ha inoltre chiesto di rivedere il sistema delle autorizzazioni ambientali e avviare screening su suolo, aria e falde acquifere, oltre a una valutazione degli effetti sanitari a lungo termine sugli abitanti dell’area. “Questo governo regionale deve anche ripensare il sistema delle autorizzazioni a simili impianti di trattamento rifiuti che non possono sorgere nei pressi di centri abitati o stabilimenti produttivi ad alto rischio, come quelli della zona industriale siracusana. La magistratura farà luce su eventuali responsabilità. Dopo il primo incendio del 2022, c’erano prescrizioni. Sono state rispettate? Su questo, la magistratura dovrà fare chiarezza”, ha concluso.
Auteri (DC): “Tutelare cittadini dell’area Aerca”
A intervenire nel dibattito anche il deputato regionale della DC Carlo Auteri, che ha sollecitato l’introduzione di fidejussioni bancarie obbligatorie per le aziende operanti in settori ad alto rischio ambientale, al fine di garantire risarcimenti in caso di danni alla salute pubblica o all’ambiente. Auteri ha inoltre evidenziato il paradosso dell’assenza dei parlamentari nazionali alla riunione, sottolineando che molte autorizzazioni ambientali spettano proprio al Governo centrale: “La Regione non ha competenza diretta su questi impianti. Serve una riforma dell’intero sistema”.
Il deputato centrista ha ricordato l’approvazione di un emendamento che ha stanziato 2 milioni di euro per il potenziamento del personale Arpa e ha proposto la creazione di una cabina di regia unica che coordini l’azione dei Comuni e delle autorità competenti.
Una crisi che non può più aspettare
L’area industriale siracusana, tra Augusta, Priolo, Melilli, Floridia e Solarino, è da decenni monitorata appunto per l’alta presenza di insediamenti produttivi a rischio, ma l’ultimo episodio alla Ecomac ha riacceso un dibattito che ora appare non più rimandabile.
La politica regionale sembra intenzionata ad agire, ma sarà decisivo il ruolo del Governo nazionale per tradurre in norme vincolanti e risorse concrete le istanze emerse ad Augusta.
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