Partito democratico

Siracusa. Tanto tuonò che arrivò la sfiducia al sindaco Italia

di Redazione

Milazzo, Zappulla e Greco chiedono un confronto urgente in Consiglio comunale sul caso Nexus. Senza chiarimenti e il ricambio dell’esecutivo, la censura diventerà una formale mozione di sfiducia

Il caso Nexus approda direttamente sul terreno dello scontro politico a Palazzo Vermexio. I consiglieri comunali del Partito Democratico Massimo Milazzo, Sara Zappulla e Angelo Greco hanno depositato una richiesta di trattazione urgente di una mozione di censura nei confronti del sindaco Francesco Italia, destinata a trasformarsi in una formale mozione di sfiducia qualora il primo cittadino non fornisca spiegazioni ritenute esaurienti e non proceda all’azzeramento della Giunta municipale.

L’iniziativa è accompagnata dalla richiesta che Italia partecipi alla seduta del Consiglio comunale prevista per giovedì 22 ottobre 2026, riferendo in maniera approfondita sugli aspetti amministrativi e politici dell’inchiesta giudiziaria che ha scosso il Comune di Siracusa.

Al centro della contestazione c’è l’indagine Nexus, coordinata dalla Procura europea di Palermo, che il 14 ottobre ha portato all’applicazione di misure cautelari personali nei confronti di amministratori comunali, imprenditori e di un carabiniere in servizio alla Procura della Repubblica di Catania.

I tre esponenti del Pd precisano che le responsabilità dovranno essere accertate nelle competenti sedi giudiziarie e che per tutti gli indagati vale il principio di non colpevolezza fino alla sentenza definitiva. Una distinzione che, secondo i firmatari, non esclude tuttavia la necessità di affrontare le responsabilità politiche e amministrative emerse dalla vicenda.

Nella loro ricostruzione, desta particolare preoccupazione il quadro delineato dagli atti dell’inchiesta, che chiamerebbe in causa una consigliera comunale e provinciale considerata vicina al sindaco e alla sua cerchia politica. I consiglieri del Pd richiamano inoltre le ipotesi investigative relative a rapporti tra esponenti politici e gruppi imprenditoriali interessati ad affidamenti e appalti pubblici.

Ulteriore motivo di allarme, secondo i firmatari, sarebbe il riferimento a collaboratori del sindaco che avrebbero progettato di entrare in politica attraverso una propria lista, con l’obiettivo, così come prospettato nell’inchiesta, di incidere sulle dinamiche legate agli appalti comunali. Si tratta di circostanze che dovranno essere verificate nelle sedi competenti, ma che per il Pd impongono una risposta politica immediata.

L’accusa al sindaco: silenzio e responsabilità politica

La contestazione rivolta a Francesco Italia riguarda soprattutto la mancata, secondo i consiglieri, assunzione di un’iniziativa pubblica capace di rassicurare la città sulla trasparenza dell’azione amministrativa.

Milazzo, Zappulla e Greco chiedono che vengano esaminate tutte le pratiche finite al centro dell’inchiesta, verificando l’eventuale presenza di irregolarità amministrative, l’efficacia dei meccanismi anticorruzione e l’elenco degli appalti e degli affidamenti comunali riconducibili ai gruppi imprenditoriali citati nelle indagini. Per i tre consiglieri, il mancato avvio di un percorso di verifica e chiarimento avrebbe danneggiato l’immagine di Siracusa e indebolito la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

La mozione chiama in causa anche le scelte compiute dal sindaco nella costruzione della propria maggioranza e nella nomina degli assessori. Italia viene sollecitato a spiegare le ragioni delle alleanze politiche e delle nomine nell’esecutivo, alla luce delle circostanze che, secondo quanto prospettato dagli investigatori e richiamato dai consiglieri, avrebbero visto contrapposti soggetti vicini a diversi gruppi imprenditoriali nella gestione di appalti e servizi comunali.

Azzeramento della Giunta o mozione di sfiducia

La richiesta del Partito Democratico si articola in due passaggi precisi: la presenza del sindaco in Consiglio comunale per riferire sulla vicenda e l’immediato azzeramento della Giunta municipale. I firmatari avvertono che, in assenza di spiegazioni esaurienti e documentate e del ricambio dell’esecutivo, la richiesta depositata varrà quale formale mozione di sfiducia nei confronti di Francesco Italia.

La seduta del 22 ottobre si annuncia dunque come un appuntamento politicamente delicato per il sindaco e la sua maggioranza. Il caso Nexus non riguarda più soltanto le ricadute giudiziarie dell’inchiesta, ma investe apertamente la tenuta politica dell’amministrazione comunale e la capacità di Palazzo Vermexio di ristabilire un rapporto di fiducia con la città.

Resta da verificare quale sarà la risposta del primo cittadino e se la maggioranza riuscirà a ricompattarsi davanti all’iniziativa del Pd. La richiesta dei tre consiglieri segna comunque un passaggio significativo: da una domanda di chiarimenti sulla gestione amministrativa si passa alla prospettiva concreta di una sfida politica sulla permanenza di Francesco Italia alla guida del Comune.

18 Ottobre 2026 | 10:53
© RIPRODUZIONE RISERVATA