Augusta. Sforbiciata sull’eolico offshore, il porto megarese perde metà dei fondi. Scerra (M5S): «A pagare dazio è ancora il Sud»

di Redazione

Il progetto per rafforzare il ruolo di Augusta nella filiera dell’eolico offshore subisce un drastico ridimensionamento: quasi dimezzate le risorse complessive e oltre 25 milioni in meno per lo scalo augustano. Il parlamentare del M5S, Filippo Scerra, parla di una scelta che rischia di indebolire un settore considerato strategico: “Non bastano più generiche rassicurazioni. Se a determinare le nomine fossero competenza e merito, probabilmente non avremmo assistito a questo lungo commissariamento”

“Uno degli investimenti principali individuati per dare nuovo slancio al settore energetico italiano e costruire una filiera nazionale dell’eolico offshore, finisce dimezzato dai soliti tagli lineari. E, ancora una volta, a pagare dazio sono soprattutto gli investimenti destinati al Mezzogiorno.

Il caso dei porti di Augusta e Taranto è emblematico. Le risorse complessivamente disponibili scendono da oltre 78 milioni a 38,3 milioni di euro. Per Augusta si passa dai 49,8 milioni inizialmente previsti a poco più di 24 milioni. È difficile non vedere la continuità con una linea politica che, negli ultimi anni, ha progressivamente sottratto risorse e strumenti al Mezzogiorno. È avvenuto con lo scippo dei fondi FSC destinati al fantomatico Ponte, con il definanziamento del fondo di perequazione infrastrutturale e con l’abolizione del credito d imposta per il Mezzogiorno”. Cosi il parlamentare Filippo Scerra (M5s), Questore della Camera dei Deputati.

“Il disegno politico è ormai chiaro – prosegue Scerra. Il Sud viene considerato soprattutto come un bacino di voti da riempire di illusioni, mentre quando arriva il momento di finanziare infrastrutture, sviluppo industriale e nuove filiere energetiche, le risorse possono essere ridimensionate con un tratto di penna. E non bastano generiche rassicurazioni da parte del Ministro che rinviano al futuro ogni ipotesi di soluzione”.

“Adesso toccherà alla nuova governance dell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Orientale provare a recuperare altrove le risorse necessarie per non compromettere un investimento strategico per Augusta e per l’intero Paese. Ma prima il centrodestra dovrà riuscire a mettersi d’accordo sulla nomina del presidente, visto che da mesi l’Autorità che gestisce anche il porto di Augusta è commissariata. Se a determinare le nomine fossero competenza e merito, probabilmente non avremmo assistito a questo lungo commissariamento”, conclude il deputato del M5S.

24 Settembre 2026 | 12:02
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