I Carabinieri della Compagnia di Acireale, nell’ambito di un servizio coordinato mirato alla prevenzione e alla repressione dei reati in genere, hanno concentrato l’attenzione su contesti particolarmente esposti a fenomeni di illegalità, attraverso controlli mirati e verifiche sul territorio.
In tale ambito, in sinergia con la Centrale Operativa, hanno dislocato in sicurezza alcuni posti di controllo ad Acireale nel corso dei quali hanno sottoposto a controllo diversi mezzi tra autovetture e motoveicoli.
Durante una di tali verifiche, una “gazzella” del Nucleo Radiomobile ha identificato, a bordo di un’autovettura, un 22enne residente a Catania, già noto alle Forze dell’Ordine per pregresse vicende giudiziarie, sottoponendolo a perquisizione. Al termine delle ricerche, effettuate prima sulla sua persona e poi sull’autovettura, gli investigatori hanno recuperato oltre 60 grammi di marijuana, suddivisa in una ventina di dosi, oltre a materiale vario per il confezionamento della droga e un bilancino di precisione.
In auto, l’equipaggio ha scovato anche 3.500 euro, ritenuti provento dell’attività illecita di spaccio, che unitamente al predetto materiale sono stati sottoposti a sequestro.
Sulla base degli indizi raccolti, da verificare in sede giurisdizionale, i Carabinieri hanno arrestato il 22enne e lo hanno messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che, ferma restando la presunzione di innocenza valevole ora e fino a condanna definitiva, ha disposto per lui l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
Il dispositivo, in collaborazione con personale della Polizia Municipale, ha effettuato alcuni accessi ispettivi presso attività commerciali nel centro abitato di Acireale.
Al riguardo, a conclusione delle verifiche effettuate presso un’attività di barberia, è emerso come il titolare del predetto esercizio, un 59enne del posto, esercitasse l’attività di acconciatore in violazione dell’art. 2 della Legge n. 174/2005 (disciplina dell’attività di acconciatore).
L’attività commerciale è stata chiusa e al 59enne sono state elevate sanzioni amministrative per un importo pari a 3.098 euro.
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