Siracusa. Rivolte ed evasione, agenti feriti e carceri al collasso. Il sindacato sfida il Dap: «Basta toppe, lo Stato dia risposte»

di Redazione

Dai gravi disordini di Siracusa all’evasione di Augusta, il CNPP/SPP porta al tavolo del DAP l’emergenza delle carceri siracusane: undici poliziotti feriti, carenze di organico, criticità nella catena di comando e una gestione delle emergenze finita sotto accusa. Il Dipartimento annuncia un nuovo comandante e sette rinforzi nel ruolo degli ispettori, ma il sindacato avverte: "Le misure tampone non bastano, servono interventi strutturali"

Le emergenze delle carceri siracusane finiscono al centro del confronto tra sindacato e Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

Da una parte la Casa circondariale di Siracusa, alle prese con disordini, aggressioni e una situazione organizzativa che il CNPP/SPP definisce ormai al limite del collasso. Dall’altra la Casa di reclusione di Augusta, dove la recente evasione di un detenuto ha riacceso i riflettori sulle croniche scoperture di organico.

È in questo quadro che il sindacato ha incalzato i vertici del DAP durante il confronto programmato nei giorni 14 e 15 del mese. La visita istituzionale dei vertici dell’Amministrazione Penitenziaria in Sicilia avrebbe dovuto comprendere anche un tavolo con le organizzazioni sindacali dedicato ai più recenti e gravi eventi critici. L’annullamento del volo per la chiusura dello scalo di Catania Fontanarossa ha impedito ai rappresentanti dell’Amministrazione centrale di raggiungere fisicamente la Sicilia, ma il confronto si è comunque svolto in videoconferenza.

Il CNPP/SPP, attraverso il segretario provinciale Giuseppe Mandurino, sottolinea di avere apprezzato la volontà del Dipartimento di non interrompere il dialogo e, in particolare, la vicinanza manifestata ai poliziotti penitenziari rimasti vittime delle ultime aggressioni.

Al tavolo hanno partecipato il dirigente nazionale Massimiliano Di Carlo, Mandurino e il segretario locale della Casa circondariale di Siracusa, Corrado Lorenzano.

Agenti sui tetti senza protezioni: “Il GIR deve poter intervenire rapidamente”

Il passaggio più duro del confronto ha riguardato proprio Siracusa. A ricostruire i momenti più drammatici dei recenti disordini è stato Lorenzano, che secondo quanto riferito dal sindacato è stato tra gli undici poliziotti rimasti feriti.

La denuncia riguarda soprattutto le modalità con cui il personale sarebbe stato chiamato a intervenire. Gli agenti, secondo il racconto del rappresentante sindacale, sarebbero stati inviati sui tetti dell’istituto per fronteggiare detenuti stranieri armati di pietre e sbarre di ferro, inizialmente senza adeguati dispositivi di protezione e soltanto in un secondo momento con la disponibilità di alcuni scudi.

Una situazione che il CNPP/SPP giudica inaccettabile e che, oltre alle conseguenze fisiche, avrebbe lasciato profonde ripercussioni sul morale degli operatori. La questione, però, per il sindacato non si esaurisce nella gestione della singola emergenza. Il problema viene ricondotto a una più ampia fragilità organizzativa dell’istituto.

Tra le richieste avanzate dal segretario Mandurino c’è quella di intervenire sulle procedure che regolano l’impiego del G.I.R., il Gruppo Intervento Regionale. L’obiettivo indicato dal sindacato è rendere più rapido e operativo l’intervento di questo reparto specializzato nella gestione degli eventi critici all’interno degli istituti penitenziari.

Il ricorso al personale delle strutture limitrofe può rappresentare, secondo il CNPP/SPP, un supporto importante, ma non può sostituire la tempestività di un reparto specificamente formato per affrontare rivolte e situazioni di particolare pericolosità. La richiesta arriva dopo una serie di segnalazioni che, sostiene il sindacato, erano state trasmesse al DAP già nei mesi precedenti.

La carenza di organico e il nodo della catena di comando

È stato Massimiliano Di Carlo a richiamare le precedenti note del CNPP/SPP sulla situazione della Casa circondariale di Siracusa. Secondo il dirigente nazionale, la struttura soffrirebbe di una grave carenza di personale a più livelli, dagli agenti agli ispettori, accompagnata da criticità nella linea di comando.

Di Carlo ha quindi chiesto lo sfollamento dei detenuti presenti nell’istituto, indicandolo come una misura necessaria per riportare la situazione sotto controllo e riaffermare concretamente la presenza dello Stato all’interno della struttura.

Nel corso del confronto, l’Amministrazione avrebbe recepito almeno una parte delle richieste relative al rafforzamento degli organici e della catena di comando.

Il Direttore Generale del Personale, Rita Monica Russo, avrebbe annunciato l’invio immediato in missione di un nuovo comandante di reparto. Una figura che dovrebbe contribuire a ricostruire una più efficace catena gerarchica e a restituire maggiore stabilità al personale.

È stato inoltre comunicato il rafforzamento del ruolo degli ispettori: tre unità saranno trasferite in via definitiva, mentre altre quattro saranno inviate temporaneamente in missione.

Resta invece sotto osservazione la gestione complessiva dei vertici dell’istituto di Cavadonna. Secondo quanto riferito dal sindacato, Russo ha comunicato che il DAP continuerà a valutare con attenzione l’operato fin qui espresso prima di assumere decisioni definitive.

Augusta, l’altra emergenza: anni di scoperture

Diverso, ma altrettanto delicato, il capitolo Augusta. La Casa di reclusione è stata recentemente interessata dall’evasione di un detenuto, successivamente catturato. Sul caso l’Amministrazione ha mantenuto il riserbo, anche in considerazione delle indagini della Procura.

Il CNPP/SPP invita però a non sovrapporre le due situazioni. A Siracusa, sostiene il sindacato, il problema riguarda anche le modalità di gestione gerarchica dell’emergenza e le condizioni nelle quali gli agenti sarebbero stati chiamati a intervenire. Ad Augusta, invece, la lente viene puntata soprattutto sulla cronica insufficienza degli organici.

Una carenza che, secondo la sigla sindacale, riguarda in particolare i ruoli degli ispettori e dei sovrintendenti e che si trascinerebbe da anni. Il periodo estivo e la progressiva perdita di personale esperto avrebbero ulteriormente aggravato una situazione già fragile.

A tenere in piedi il sistema, secondo il sindacato, sarebbe stata soprattutto la professionalità del personale rimasto in servizio e il senso di responsabilità degli operatori.

Non abbasseremo la guardia

Il confronto con il DAP ha prodotto dunque alcuni primi correttivi, ma per il CNPP/SPP la partita è tutt’altro che chiusa. Il rafforzamento degli ispettori e l’arrivo di un nuovo comandante a Siracusa vengono considerati un primo riscontro alle pressioni esercitate dal sindacato negli ultimi mesi. Ma la vera verifica, sottolinea Mandurino, arriverà sul campo.

Tra circa un mese è infatti previsto un nuovo incontro a Siracusa, questa volta in presenza, con il Direttore Generale del Personale. Sarà quella l’occasione, annuncia il segretario provinciale, per verificare concretamente gli effetti dei provvedimenti annunciati e tornare a chiedere risposte sulle criticità strutturali.

La linea del CNPP/SPP è netta: gli interventi temporanei possono tamponare l’emergenza, ma non risolvono automaticamente problemi che il sindacato descrive come stratificati nel tempo. Organici, catena di comando, gestione delle emergenze e condizioni di sicurezza restano i nodi da sciogliere.

E mentre a Siracusa si cerca di ricostruire una struttura organizzativa dopo i recenti disordini, ad Augusta rimane aperto il dossier sulle carenze di personale. Due istituti diversi, due emergenze con caratteristiche differenti, ma un’unica richiesta sindacale: passare dalle misure tampone agli interventi strutturali.

18 Settembre 2026 | 12:40
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