Aldo Formosa è stato una delle figure più poliedriche e amate della cultura siracusana del secondo Novecento: commediografo, regista, giornalista, organizzatore culturale, per oltre mezzo secolo protagonista instancabile della vita teatrale della città.
Il giornalismo
Per un lustro è stato assiduo collaboratore del quotidiano Libertà Sicilia, curando la rubrica “L’Astrolabio”, diventata negli anni un punto di riferimento quotidiano per i lettori: uno sguardo puntuale, arguto e mai banale sull’attualità cittadina e sul mondo della cultura. In precedenza aveva firmato per anni recensioni critiche degli spettacoli del Teatro Stabile di Catania e di altre compagnie di giro, affinando quella competenza teatrale che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita.
Il teatro
Fondatore e direttore della Compagnia Stabile “Teatro di Sicilia”, ha dato vita e voce a innumerevoli spettacoli, portando in scena testi propri e altrui in Italia e all’estero — le sue commedie sono state rappresentate persino a New York, unico caso tra i commediografi siracusani contemporanei. Tra i suoi lavori più noti, “Don Ciccio Basarocco”, replicato numerose volte non solo a Siracusa ma anche a Roma, e “Scendendo dal cavallino della giostra”, premiata al “Premio Nazionale Schegge d’Autore” di Roma.
Nel 1988 ha diretto, al Manoel Theatre di La Valletta, lo spettacolo “Pirandello e il suo tempo”, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura.
I riconoscimenti
Fondatore del Premio Internazionale Sicilia-“Il Paladino”, istituito nel 1970 e da lui guidato per decenni come punto di riferimento per attori, autori e appassionati di teatro. Tra i premiati nel corso delle edizioni, anche il direttore Giuseppe Bianca, insignito del riconoscimento per la sezione giornalismo.
Aldo Formosa ha ricevuto, a sua volta, tra gli altri, il ‘Premio alla Carriera’ del Lions Club di Siracusa e il ‘Premio Corrado Cartia’ per la sezione teatro.
Un’eredità
Istrionico, competente, pignolo, tagliente: così lo ricordano quanti lo hanno conosciuto. Una vita intera dedicata al teatro e alla parola, spesa con discrezione ma con un’impronta che rimane profondamente scolpita nella cultura della sua città.
Alla famiglia vanno le più sentite condoglianze della direzione e della redazione del quotidiano Libertà Sicilia.
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