Mussomeli. Vittime di violenza, una stanza per ascoltare e proteggere

di Redazione

Alla Stazione dei Carabinieri nasce “Una Stanza tutta per Sé”, spazio riservato destinato all’accoglienza delle donne vittime di violenza e delle persone vulnerabili

La caserma dei Carabinieri di Mussomeli si arricchisce di un nuovo spazio dedicato all’ascolto e alla tutela delle vittime di violenza. È stata inaugurata nella giornata di ieri “Una Stanza tutta per Sé”, ambiente pensato per offrire alle donne e alle persone vulnerabili un luogo riservato, accogliente e protetto nel quale poter raccontare situazioni di violenza e presentare denuncia con maggiore serenità.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Arma dei Carabinieri e il Soroptimist International Club di Caltanissetta, con il contributo della Fondazione Sicana di Caltanissetta e dell’associazione “Uniti in movimento” di Sommatino. Un progetto che porta anche a Mussomeli una delle esperienze più significative sviluppate negli ultimi anni per rendere meno traumatico il rapporto tra le vittime e le istituzioni.

Alla base dell’iniziativa c’è il protocollo nazionale sottoscritto dall’Arma dei Carabinieri e dal Soroptimist International d’Italia nel 2015 e successivamente rinnovato il 7 novembre 2025, con la firma del Comandante Generale dell’Arma, Gen. C.A. Salvatore Luongo, e della presidente del Soroptimist International d’Italia, dott.ssa Adriana Macchi.

Il nuovo accordo ha ulteriormente ampliato il progetto, introducendo anche la formula “Una Stanza tutta per Sé… portatile”. Si tratta di una soluzione tecnologica pensata per consentire la registrazione audio-video delle denunce e delle escussioni anche quando non sia disponibile una stanza dedicata all’ascolto protetto. Il kit comprende un notebook e una microtelecamera integrata e può essere utilizzato dai reparti dell’Arma nelle diverse situazioni operative.

L’obiettivo resta quello di creare condizioni più adeguate per chi, spesso dopo aver trovato il coraggio di rivolgersi alle forze dell’ordine, deve affrontare un momento particolarmente delicato. Un ambiente meno formale e maggiormente protetto può infatti favorire il racconto dei fatti e contribuire a ridurre il peso emotivo dell’ascolto.

La cerimonia di Mussomeli ha registrato la presenza delle principali autorità civili e militari della provincia, confermando l’attenzione delle istituzioni sul tema della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere.

Ad aprire gli interventi è stata la dott.ssa Bora La Paglia, socia fondatrice del Club Soroptimist di Caltanissetta, che ha richiamato l’impegno dell’organizzazione nella promozione della cultura della prevenzione e nella tutela delle donne vittime di violenza. Successivamente è intervenuta la dott.ssa Grazia Di Paola, presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Unione Italiana Soroptimist International.

Nel corso dell’incontro, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Caltanissetta ha illustrato le caratteristiche e le finalità del protocollo che lega l’Arma al Soroptimist, sottolineando il valore della collaborazione sviluppata negli anni anche attraverso i club presenti sul territorio.

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle Stazioni dei Carabinieri, soprattutto nei centri nei quali rappresentano l’unico presidio di sicurezza immediatamente disponibile per i cittadini. In questi contesti, la possibilità di disporre di un ambiente dedicato all’ascolto delle vittime assume un’importanza ancora maggiore.

L’esperienza maturata in oltre dieci anni di collaborazione ha già prodotto risultati significativi: sono oltre 255 i locali destinati all’ascolto protetto realizzati presso altrettante caserme dell’Arma in Italia. Con l’apertura della struttura di Mussomeli salgono invece a sette gli spazi operativi nella provincia di Caltanissetta, presenti anche nelle Stazioni Carabinieri di Caltanissetta, Gela, Mazzarino, Niscemi e Riesi e presso la Tenenza di San Cataldo.

Dopo i saluti istituzionali del Prefetto di Caltanissetta, S.E. Licia Donatella Messina, le autorità presenti si sono trasferite davanti all’ingresso della nuova stanza. Presenti anche il sindaco di Mussomeli, avv. Gianluca Nigrelli, e i rappresentanti delle istituzioni civili e militari.

La scopertura della targa e il taglio del nastro tricolore hanno sancito l’apertura ufficiale del nuovo ambiente. La cerimonia si è conclusa con la benedizione impartita da don Liborio Calogero Franzù, sacerdote della parrocchia “Cristo Re” di Mussomeli.

A rafforzare ulteriormente il significato dell’iniziativa è stata infine la consegna, da parte della dott.ssa Bora La Paglia, della valigetta portatile al comandante della Stazione dei Carabinieri di Mussomeli. Il dispositivo, dotato di notebook e microcamera, permetterà di effettuare le registrazioni delle denunce anche al di fuori degli ambienti istituzionali.

Un ulteriore strumento, dunque, per trasformare l’ascolto in un momento di tutela e per rendere sempre più concreto il sostegno delle istituzioni a chi decide di rompere il silenzio.

12 Settembre 2026 | 11:43
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