Il caldo modifica il calendario scolastico anche nel Siracusano. A Rosolini la prima campanella non suonerà secondo la programmazione ordinaria: il sindaco Giovanni Spadola ha disposto il rinvio delle lezioni a lunedì 21 settembre, facendo slittare di una settimana l’avvio delle attività in tutti i plessi cittadini, dalle scuole dell’infanzia fino alle superiori.
Una decisione assunta mentre in Sicilia non è previsto alcun rinvio generalizzato dell’apertura delle scuole. La Regione ha infatti scelto di lasciare ai singoli istituti la possibilità di valutare autonomamente le condizioni degli edifici e decidere se confermare la data stabilita dal calendario, anticipare l’inizio delle lezioni oppure posticiparlo.
Il caso di Rosolini è quindi particolarmente significativo perché fotografa una delle diverse soluzioni adottate nell’Isola per fronteggiare l’ondata di caldo. L’obiettivo è evitare che studenti, docenti e personale scolastico debbano trascorrere diverse ore in aule dove le temperature possono raggiungere livelli difficilmente compatibili con il normale svolgimento delle attività.
Nel Siracusano una scelta legata al caldo
Il provvedimento adottato a Rosolini porta in primo piano anche il tema delle condizioni degli edifici scolastici. Non tutte le strutture dispongono infatti di sistemi di climatizzazione o di strumenti adeguati a contenere gli effetti delle temperature elevate. La linea regionale è quella di evitare una decisione identica per tutto il territorio siciliano. Le condizioni climatiche, infatti, possono essere differenti tra le varie province e, soprattutto, possono cambiare sensibilmente da un edificio scolastico all’altro. Per questo motivo la valutazione viene affidata agli organi scolastici competenti, nell’ambito dell’autonomia degli istituti.
In Sicilia scuole a più velocità
Le decisioni assunte negli altri territori confermano questa situazione. A Palermo, l’istituto comprensivo Giuliana Saladino ha scelto addirittura di anticipare l’inizio delle lezioni di una settimana. La disponibilità di alcuni ambienti climatizzati, realizzati anche grazie a fondi Pnrr, consentirà di organizzare le attività in spazi più freschi. A Milazzo, invece, l’istituto tecnico Majorana ha aperto i battenti con largo anticipo rispetto alla data prevista, anche per garantire il numero minimo di giornate necessarie alla validità dell’anno scolastico. Una scelta che, però, ha suscitato le proteste di alcuni genitori proprio a causa del caldo presente nelle aule. Situazioni diverse, dunque, ma un unico problema: come garantire il diritto allo studio quando le temperature rendono difficoltosa la permanenza nelle aule.
La Regione monitora la situazione
Palazzo d’Orléans conferma l’intenzione di non procedere, almeno per il momento, con un provvedimento unico valido per tutte le scuole siciliane. L’autonomia consente infatti di adattare le decisioni alle caratteristiche dei singoli territori e degli edifici. Resta comunque l’obbligo di garantire il numero complessivo di giorni di lezione previsto dalle disposizioni vigenti. Nel caso di rinvii, le giornate non effettuate dovranno quindi essere recuperate. La Regione assicura inoltre che continuerà a monitorare le situazioni più critiche.
Nel Siracusano, intanto, Rosolini ha già scelto la propria strada: una settimana in più prima di tornare tra i banchi, nella speranza che il clima conceda una tregua e che la ripresa delle lezioni possa avvenire in condizioni più adeguate per studenti e personale scolastico.
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