Siracusa. La Madonna richiama il mondo: la città al centro della devozione per il 73° anniversario della Lacrimazione

di Redazione

Settantatré anni dopo la Lacrimazione, il Santuario torna a essere meta di pellegrinaggi dalla Sicilia, dall’Italia e dall’estero. Martedì il Solenne Pontificale presieduto dal cardinale Giuseppe Betori, mentre resta viva la domanda di Pio XII: “Comprenderanno gli uomini l’arcano linguaggio di quelle Lacrime?”. Mercoledì il ricordo di monsignor Giuseppe Costanzo, l’arcivescovo che diede impulso alla diffusione del messaggio e portò a compimento la costruzione del Santuario

È una devozione che attraversa generazioni, confini e distanze geografiche quella che accompagna a Siracusa il 73° anniversario della Lacrimazione della Madonna.

Le celebrazioni entrano nel quarto giorno mentre continuano ad arrivare al Santuario pellegrinaggi comunitari, famiglie e singoli fedeli provenienti dalla Sicilia, da diverse regioni italiane e anche dall’estero. Una presenza che restituisce la dimensione internazionale della devozione alla Madonna delle Lacrime e conferma il forte legame che, da oltre sette decenni, unisce fedeli e pellegrini al luogo della Lacrimazione.

Il momento centrale delle celebrazioni è in programma martedì 1° settembre, alle ore 19, quando il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo emerito di Firenze, presiederà il Solenne Pontificale nella festa della Madonna delle Lacrime di Siracusa. La presenza del cardinale Betori assume un particolare significato anche per la sua esperienza nel campo degli studi biblici e per il ruolo ricoperto nella Chiesa italiana: esperto biblista, è stato segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana dal 2001 al 2008. La sua partecipazione offrirà dunque un’occasione di riflessione sul significato della Lacrimazione e sul messaggio che, attraverso quell’evento, continua a interrogare la coscienza dei credenti.

È una domanda che affonda le proprie radici negli stessi anni in cui la devozione alla Madonna delle Lacrime si consolidava. Nel 1954, infatti, Papa Pio XII, oggi venerabile, si interrogava sul significato di quelle lacrime con una frase destinata a rimanere impressa nella memoria della Chiesa: «Comprenderanno gli uomini l’arcano linguaggio di quelle Lacrime?».

Una domanda che, a distanza di 73 anni, conserva intatta la sua forza e che torna al centro delle celebrazioni siracusane. Non soltanto la memoria di un evento religioso, dunque, ma l’invito a interrogarsi sul suo messaggio, sulla sua portata spirituale e sul significato che continua ad assumere per milioni di fedeli.

Il calendario delle celebrazioni proseguirà quindi mercoledì 2 settembre, alle ore 19, nella Chiesa Cattedrale di Siracusa, con la Santa Messa di suffragio presieduta dall’arcivescovo di Siracusa, monsignor Francesco Lomanto, nel primo anniversario della morte di monsignor Giuseppe Costanzo, arcivescovo di Siracusa dal 1989 al 2008.

Il ricordo di monsignor Costanzo si intreccia profondamente con la storia recente della devozione alla Madonna delle Lacrime. Durante il suo episcopato diede infatti un forte impulso alla diffusione del messaggio della Madonna delle Lacrime e portò a compimento la costruzione del Santuario, destinato a diventare uno dei luoghi simbolo della fede siracusana. Il Santuario sarebbe stato successivamente elevato alla dignità di Basilica Minore da San Giovanni Paolo II, che nel 1994 accolse a Siracusa. Un passaggio che ha ulteriormente consolidato il ruolo del luogo sacro nel panorama della devozione mariana.

A un anno dalla scomparsa, la Comunità del Santuario rinnova così il proprio ricordo di monsignor Costanzo attraverso la preghiera, esprimendo gratitudine per l’opera svolta e per l’impegno profuso nella diffusione del messaggio della Madonna delle Lacrime.

Due giornate, dunque, strettamente legate tra loro: da una parte la celebrazione solenne dell’anniversario, con la riflessione affidata al cardinale Betori; dall’altra il ricordo di un arcivescovo che ha segnato profondamente la storia del Santuario e della Chiesa siracusana.

Intanto, mentre le celebrazioni proseguono, Siracusa continua ad accogliere i pellegrini. Arrivano in gruppo o in famiglia, oppure da soli, spinti dalla fede e dalla volontà di raccogliersi davanti all’immagine della Madonna delle Lacrime. Una mobilità silenziosa e costante che, anche quest’anno, racconta meglio di ogni numero la forza di una devozione capace di superare i confini dell’isola e dell’Italia.

Il 73° anniversario diventa così non soltanto una ricorrenza da celebrare, ma un appuntamento con una memoria religiosa che continua a interrogare il presente. E quella domanda pronunciata da Pio XII nel 1954, il significato dell’«arcano linguaggio» delle Lacrime, torna ancora oggi a risuonare nel cuore delle celebrazioni siracusane.

01 Settembre 2026 | 14:29
© RIPRODUZIONE RISERVATA