Ragusa. Dirette social sotto la lente della Finanza: maxi sequestro di merce falsa a Pozzallo

di Redazione

Oltre 600 articoli contraffatti venduti online a prezzi stracciati: due sorelle e un terzo soggetto denunciati dopo un’indagine partita dal monitoraggio dei social network

Un’apparente normalità domestica, trasformata in un vero e proprio emporio virtuale del falso. È quanto hanno scoperto i militari della Guardia di finanza del Comando provinciale di Ragusa al termine di un’articolata attività investigativa condotta a Pozzallo, che ha portato al sequestro di oltre 600 prodotti contraffatti e alla denuncia di tre persone all’Autorità giudiziaria.

L’operazione nasce da un’attenta azione di controllo e osservazione del web e dei social network, ambiti sempre più utilizzati per la vendita illecita di merci. In particolare, i finanzieri hanno individuato un profilo Facebook riconducibile a due sorelle residenti a Pozzallo, attraverso il quale venivano promossi e messi in vendita articoli recanti i marchi di note griffe italiane ed estere. Prodotti presentati come autentici, ma offerti a prezzi nettamente inferiori rispetto a quelli di mercato, circostanza che ha subito fatto emergere forti sospetti sulla loro provenienza.

Approfondendo gli accertamenti, le Fiamme gialle della Tenenza di Pozzallo hanno ricostruito un sistema di vendita ben organizzato, basato su dirette streaming seguite da numerosi utenti. Durante questi appuntamenti online, le due donne allestivano dei veri e propri “mercatini telematici”: mostravano un vasto assortimento di capi di abbigliamento, accessori e cosmetici, raccoglievano ordinativi in tempo reale e, per aumentare visibilità e interazioni, arrivavano persino a organizzare estrazioni a sorte con premi per gli spettatori.

La base logistica dell’attività illecita era un garage, nella disponibilità di un terzo soggetto, anch’egli finito sotto indagine. Proprio lì, nel corso della settimana, i militari sono intervenuti mentre era in corso una diretta Facebook, che è stata immediatamente interrotta dalle due sorelle all’arrivo della Guardia di finanza. All’interno del locale, gli investigatori hanno rinvenuto numerosi articoli palesemente contraffatti, ordinatamente disposti su ripiani come in un negozio tradizionale: scarpe, giubbini, cinture, pantaloni, portafogli, profumi e cosmetici, oltre ad altra merce di cui non è stata fornita alcuna giustificazione circa la provenienza.

Le successive perquisizioni domiciliari, estese alle abitazioni delle due donne, hanno consentito di ampliare ulteriormente il quadro, portando al sequestro complessivo di oltre 600 prodotti recanti marchi falsi. Tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro penale.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ragusa, proseguiranno ora per risalire all’intera filiera della contraffazione: dall’individuazione dei canali di approvvigionamento e dei centri di produzione delle merci, fino alla rete di distribuzione e ai numerosi clienti che hanno acquistato i prodotti. Per questi ultimi, la normativa vigente prevede specifiche sanzioni amministrative.

I tre soggetti coinvolti, per i quali vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, sono stati denunciati per i reati di ricettazione e di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. L’Autorità giudiziaria ha convalidato le perquisizioni e il sequestro d’iniziativa eseguito dalla Guardia di finanza.

L’operazione si inserisce nel più ampio impegno delle Fiamme gialle nel contrasto alla produzione e alla commercializzazione di merci contraffatte, fenomeno che danneggia gravemente l’economia legale, penalizza gli operatori onesti e mette a rischio la salute e la sicurezza dei consumatori, soprattutto quando si tratta di cosmetici e altri prodotti potenzialmente pericolosi. Un’attività costante, che dimostra come anche il mondo digitale non sia una zona franca, ma uno spazio sottoposto a controlli sempre più mirati ed efficaci.

31 Gennaio 2026 | 12:10
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