La Guardia di Finanza di Trapani ha dato esecuzione questa mattina a un imponente provvedimento di sequestro preventivo emesso d’urgenza dalla Procura trapanese: un blocco patrimoniale che supera i 100 milioni di euro e che coinvolge l’intero patrimonio societario della Liberty Lines S.p.A., la principale compagnia di trasporto veloce che collega la Sicilia con le isole minori — Eolie, Egadi, Pelagie, Pantelleria e Ustica.
Il decreto arriva nell’ambito di un’indagine che ipotizza, a vario titolo, reati di truffa ai danni dello Stato, corruzione e frode nella gestione di un servizio pubblico. Secondo gli investigatori, figure interne all’assetto decisionale dell’azienda, insieme a esponenti della proprietà e del management, avrebbero beneficiato di cospicui contributi statali senza rispettare gli standard e le condizioni contrattuali previsti per l’esecuzione del servizio pubblico di trasporto marittimo.
Al centro della contestazione vi sarebbero presunte irregolarità legate ai parametri di sicurezza e alle modalità operative previste da capitolati e protocolli normativi. La Procura ritiene che la società abbia accresciuto i propri utili ottenendo finanziamenti pubblici non dovuti, nonostante la mancata osservanza delle prescrizioni contrattuali.

L’attività investigativa non è stata semplice: gli uomini della Guardia di Finanza hanno esaminato, per mesi, un vasto e complesso archivio documentale che include bilanci societari, atti tecnici, contratti e appalti. Un lavoro che ha richiesto competenze specialistiche e verifiche approfondite sui flussi economici che riguardano uno dei principali operatori del settore dei collegamenti marittimi regionali.
Vista la rilevanza pubblica del servizio e l’importanza strategica dei collegamenti con le isole minori, la Procura ha disposto la nomina di un collegio di amministratori giudiziari composto da due commercialisti e un avvocato. Il loro compito sarà duplice: riportare l’azienda entro i binari della legalità e, allo stesso tempo, garantire la continuità delle tratte marittime e la salvaguardia dei livelli occupazionali.
Per i passeggeri e gli utenti del servizio, nulla cambierà: i collegamenti marittimi continueranno a essere operativi senza interruzioni né modifiche riconducibili al sequestro. La gestione giudiziaria permetterà infatti di mantenere attive tutte le rotte e di assicurare il proseguimento regolare dell’attività.
La Procura ricorda infine che l’inchiesta si trova nella fase delle indagini preliminari. Le responsabilità individuali, allo stato, non sono accertate definitivamente e vale per tutti gli indagati il principio della presunzione di innocenza.
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