«Sabato sera, 29 novembre, a Porta Marina, si è consumata una scena gravissima nel cuore di Ortigia: un gruppo di ragazzine ha accerchiato e picchiato una loro coetanea, tirandole i capelli e colpendola con violenza». A raccontarlo su facebook è Carlo Gradenigo, presidente di L&C, che descrive come l’azione del branco sia stata interrotta soltanto dall’intervento di alcuni giovani, attratti dalle urla della vittima e decisi a sedare la rissa, arrivando a trascinare via una delle aggressori più violente».
«È in quel momento che la situazione degenera: la ragazzina allontanata dalla mischia, sentendosi “toccata”, esplode in un delirio di accuse e slogan confusi, gridando «I fimmini nun si toccunu, ora chiamo i masculi e viremu…». Una minaccia che si concretizza subito dopo, quando quattro individui compaiono e si scagliano contro i giovani che stavano andando via.
«L’aggressione è brutale: uno dei ragazzi viene colpito da dietro con un pugno che gli spacca gli occhiali e gli provoca un taglio sopra l’occhio destro, un altro finisce a terra e viene preso ripetutamente a calci, mentre un terzo, intervenuto per aiutare l’amico, riceve una testata in pieno volto.
«Solo l’intervento tempestivo di un esercente della zona e l’arrivo della Polizia, allertata dallo stesso, mette in fuga gli aggressori evitando conseguenze peggiori. Le prime ipotesi indicano che si tratti di soggetti già conosciuti alle forze dell’ordine e dediti a simili azioni organizzate. Tutto questo accade di sabato sera, in pieno centro, nel quartiere simbolo della città, ad opera di giovanissimi siracusani ai quali andrebbero spiegati, una volta per tutte, valori, limiti e rispetto del prossimo, a partire dalla legalità. Sono elementi fondamentali sia per impedire che episodi simili si ripetano, sia per evitare che passi l’idea pericolosa che, davanti a certe scene, sia meglio voltarsi dall’altra parte. Perché si può vivere anche cent’anni, ma la qualità dell’ambiente in cui li trascorri fa davvero la differenza».
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