Si chiude, dopo oltre tre anni e mezzo di analisi, contestazioni e sedute tecniche, l’incidente probatorio sull’impianto IAS, il depuratore consortile delle industrie del polo petrolchimico di Siracusa, da tempo al centro dell’inchiesta per presunto disastro ambientale. Il gip ha rigettato tutte le ulteriori richieste avanzate dalla Procura, decretando la conclusione di una fase giudiziaria che ha segnato il dibattito ambientale ed economico del territorio sin dall’estate del 2022.
La decisione del giudice è arrivata ieri, al termine di un percorso complesso e spesso tormentato. Gli avvocati dei grandi utenti industriali – Isab, Sonatrach, Sasol e Versalis – hanno accolto il provvedimento come una svolta attesa: secondo le difese, il procedimento aveva ormai esaurito ogni margine utile di integrazione e non poteva essere ulteriormente prolungato.

L’incidente probatorio, richiesto a suo tempo dalla Procura per cristallizzare dati e responsabilità sull’eventuale inquinamento del territorio, ha attraversato in questi anni fasi controverse: dalla rimozione del primo collegio di periti, coinvolto in comportamenti ritenuti inopportuni, alla lunga serie di proroghe concesse al nuovo gruppo di esperti incaricati dal tribunale. Una relazione tecnica voluminosa, arrivata solo dopo mesi di attesa, aveva aperto a interpretazioni divergenti, dando avvio a ulteriori approfondimenti richiesti dall’accusa.
Cinque udienze sono state dedicate esclusivamente all’analisi dettagliata della perizia, ma senza ulteriori sviluppi sostanziali. Nelle ultime ore, i pm avevano tentato di ottenere un’integrazione istruttoria su cinque specifici aspetti legati all’accumulo e alla dispersione degli idrocarburi, chiedendo inoltre di potere ascoltare in contraddittorio i propri consulenti tecnici. Le difese si sono opposte con fermezza, sostenendo che l’incidente probatorio non potesse trasformarsi in una perizia infinita.

Il gip ha condiviso questa impostazione: le richieste della Procura sono state respinte integralmente e il procedimento è stato formalmente dichiarato chiuso. Gli atti tornano adesso nelle mani dei magistrati, che dovranno tirare le somme dell’intera inchiesta e decidere se procedere con una richiesta di rinvio a giudizio o archiviare il fascicolo.
Una tappa delicata si conclude, mentre lo scenario giudiziario attorno al depuratore IAS entra nella fase decisiva.
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