Siracusa. Un corriere volante per consegnare droga e cellulari in carcere: il blitz della Penitenziaria sventa il piano

di Anthony Maria Bianca

Notte di tensione a Cavadonna: intercettato un drone di ultima generazione con quasi un chilo di hashish, smartphone e router Wi-Fi. La Polizia Penitenziaria blocca il tentativo di rifornire il carcere, mentre gli investigatori passano al setaccio dispositivi e tracce elettroniche per risalire alla rete di complici all'esterno e ai destinatari del carico all'interno dell'istituto

Un ronzio nella notte, il bagliore delle eliche nella penombra di Cavadonna e la convinzione, quasi ingenua, che la tecnologia potesse beffare ancora una volta la sorveglianza.

Ma l’operazione ad alta quota della criminalità si è infranta contro il muro di sbarramento della Polizia Penitenziaria. Un vero raid, condotto ieri nell’oscurità e con tempismo chirurgico, ha sventato l’ennesimo tentativo di trasformare la prigione siracusana in un hub sommerso di spaccio e comunicazioni abusive.

Il piano era architettato nei minimi dettagli: un drone di ultima generazione utilizzato come corriere volante per scavalcare mura, sbarre e sentinelle. Un’azione aerea fallito miseramente. Intercettato il velivolo, gli agenti sono scattati a colpo sicuro, passando al setaccio i locali del penitenziario. Il bottino recuperato parla chiaro: quasi un chilo di hashish pronto ad alimentare la piazza di spaccio interna, scorta di smartphone di ultima generazione e persino router Wi-Fi per garantire la connettività ai reclusi.

«Il sistema di sicurezza e la prontezza dei nostri agenti hanno fatto la differenza – commenta con fermezza Gianluca Argentino, segretario provinciale dell’Osapp, il sindacato di polizia penitenziaria – La criminalità alza la posta e si affida alle nuove tecnologie per violare i perimetri, ma la risposta della Penitenziaria resta inflessibile, anche a fronte di criticità operative ormai note a tutti».

Mentre gli investigatori passano al setaccio le tracce elettroniche per risalire ai piloti remoti rimasti nell’ombra all’esterno e ai “clienti” in cella pronti al ritiro, il quadro che ne emerge è quello di una guerra quotidiana combattuta tra le mura degli istituti di pena.

A rincarare la dose è Giovanni Sommariva, dirigente sindacale dell’Osapp: «I droni rappresentano una minaccia costante e insidiosa. L’operazione della notte scorsa ha disinnescato una bomba a orologeria per l’ordine interno, togliendo dalla circolazione un carico pesante di droga e apparecchiature illegali. Il plauso va all’abnegazione di un personale che lavora sotto pressione ma non arretra di un millimetro».

di Anthony Maria Bianca 28 Settembre 2026 | 11:53
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