Siracusa. Servizio idrico, Forza Italia attacca: «Ora si cercano i danni dopo anni di mancati controlli»

di Redazione

Nel mirino del gruppo consiliare gli incarichi per oltre 46 mila euro affidati dal Comune dopo la riconsegna degli impianti. «Bisognava verificare mentre il servizio era in gestione, non a cose fatte»

La verifica arriva quando ormai il passaggio di consegne è avvenuto. Ed è proprio questa la circostanza che scatena la reazione di Forza Italia, che punta l’attenzione sulla gestione del servizio idrico e sulle decisioni assunte dal Comune di Siracusa dopo la conclusione del rapporto con Siam. Il nodo riguarda la necessità di effettuare una serie di accertamenti tecnico-amministrativi sulle condizioni degli impianti e sul patrimonio del servizio. Per farlo, Palazzo Vermexio ha previsto incarichi che, secondo quanto denunciato dal gruppo consiliare di Forza Italia, comportano una spesa complessiva superiore ai 46 mila euro: circa 27 mila euro per il presidente della commissione di verifica e 15 mila euro per l’incarico legale, oltre agli ulteriori oneri.

Per gli esponenti azzurri, la questione non riguarda soltanto l’entità delle somme stanziate, ma soprattutto il momento nel quale si è deciso di procedere alle verifiche. «Ci si sveglia oggi, dopo anni di letargo – sostiene Forza Italia – e lo si fa con il solito metodo: affidando incarichi da decine di migliaia di euro per accertare una situazione che avrebbe dovuto essere verificata progressivamente durante gli anni di gestione».

Al centro della polemica c’è il passaggio da Siam ad Aretusacque e, in particolare, la situazione degli impianti riconsegnati al termine della concessione. La riconsegna è avvenuta il 24 giugno 2026 e, secondo quanto evidenziato dal gruppo consiliare, solo successivamente sarebbe emersa l’esigenza di procedere a una ricognizione complessiva delle condizioni di acquedotti, reti fognarie, impianti di sollevamento e depurazione, oltre che degli investimenti non ammortizzati e del relativo valore residuo.

Forza Italia chiede quindi di conoscere quale attività di controllo sia stata svolta dal Comune negli anni precedenti. «Dove sono le relazioni sullo stato di gestione del servizio idrico richieste dal sindaco durante il periodo della concessione a Siam? – è la domanda posta dal gruppo consiliare – E quando sono state contestate formalmente eventuali inadempienze, carenze nella manutenzione o opere previste dal Programma degli Interventi e non realizzate?».

La vicenda si intreccia inoltre con un contenzioso di natura economica. Siam rivendica infatti circa 21 milioni di euro, mentre l’ATI avrebbe quantificato un valore negativo nell’ordine dei 210 mila euro. Una distanza enorme tra le due valutazioni che rende necessario, secondo l’amministrazione, un approfondimento sulla consistenza effettiva del patrimonio e sugli obblighi derivanti dalla precedente gestione.

Per Forza Italia, però, resta una domanda centrale: perché attendere la fine della concessione per effettuare verifiche che avrebbero potuto essere condotte durante il rapporto con il precedente gestore? «Non si può scoprire soltanto a riconsegna avvenuta che occorre controllare gli impianti, valutare gli investimenti e ricostruire la situazione patrimoniale», affermano i consiglieri azzurri, che chiedono trasparenza sull’intera vicenda.

Nel mirino finisce così il sistema dei controlli esercitati dal Comune negli anni della concessione. Il gruppo consiliare vuole conoscere tempi, modalità e risultati delle verifiche effettuate dall’amministrazione, nonché eventuali diffide e contestazioni formalizzate nei confronti di Siam. La questione assume particolare rilievo anche alla luce dei problemi che hanno interessato il servizio idrico cittadino e delle difficoltà registrate negli ultimi mesi.

La contestazione politica di Forza Italia è dunque netta: l’amministrazione, secondo il gruppo consiliare, avrebbe dovuto esercitare un controllo costante e non intervenire soltanto nella fase successiva alla riconsegna degli impianti. E oggi, sostiene il partito, il Comune si trova a dover sostenere nuovi costi per ricostruire una situazione che avrebbe dovuto essere conosciuta e monitorata nel corso della gestione.

«Questa è la fotografia di un’amministrazione che non controlla, non programma e non previene», conclude Forza Italia. «Quando i problemi diventano evidenti, si procede con nuove verifiche e nuovi incarichi, mentre i costi ricadono ancora una volta sulla collettività».

23 Settembre 2026 | 10:01
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