Mentre le scuole si preparano ad accogliere gli studenti per l’inizio del nuovo anno, la Flc Cgil di Siracusa lancia un appello urgente alla Regione Siciliana e agli enti locali affinché affrontino in modo strutturale il problema delle temperature insostenibili all’interno degli edifici scolastici.
Il quadro provinciale è impietoso. Sul territorio aretuseo operano 59 istituzioni scolastiche, per un totale di oltre cento plessi. Ebbene, solo in pochissimi di questi plessi le aule sono dotate di impianti di climatizzazione. Una situazione che rende lo svolgimento regolare delle lezioni, e talvolta la stessa permanenza negli edifici, un’impresa ai limiti del tollerabile durante i picchi di calore.
“Quello che abbiamo vissuto quest’estate non è un evento straordinario – dichiara Gianni La Rosa, segretario della Flc Cgil di Siracusa –. È il risultato di decenni di cambiamenti climatici e, come tale, tornerà a presentarsi ogni anno, con intensità crescente. Continuare a intervenire con misure tampone, come l’anticipo o il posticipo dell’apertura delle scuole o l’uso di semplici ventilatori, significa condannare studenti, docenti e personale Ata a lavorare in condizioni inaccettabili”.
“Chiediamo alla Regione Siciliana e agli enti locali – conclude il sindacalista – di stanziare fondi straordinari per l’installazione di impianti di climatizzazione efficienti e sostenibili. Ma non basta: serve un piano edilizio pluriennale che ripensi gli spazi scolastici in un’ottica di adattamento climatico, con isolamenti termici, schermature solari, aree verdi e sistemi di ventilazione naturale. La scuola non può più essere progettata come cinquant’anni fa”.
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