Dove la natura dovrebbe dettare legge, la mano dell’uomo aveva deciso di seppellire i propri veleni. Una discarica abusiva di plastica, ferro e mattonaglie, nascosta per anni sotto una patina di terra apparentemente incontaminata, giaceva proprio a ridosso delle splendide spiagge dell’Isola delle Correnti, nel territorio comunale di Portopalo di Capo Passero.
A rompere il velo di omertà ambientale ci hanno pensato le mareggiate invernali e l’inesorabile avanzare dell’erosione costiera: il mare ha scavato, la terra ha ceduto e il marciume è riaffiorato in superficie.
Il blitz e le scoperte
L’operazione di polizia ambientale porta la firma dei militari della Capitaneria di porto di Siracusa, affiancati dal personale dell’Ufficio Locale Marittimo di Portopalo. Durante una serie di controlli mirati sul litorale, gli uomini della Guardia Costiera si sono trovati di fronte a una vera e propria discarica sotterranea stratificata nel tempo.
Sotto la superficie di quei terreni agricoli affacciati sul demanio marittimo giaceva un cimitero di scarti. Compattati tra gli strati di terra, sono riaffiorati calcinacci e mattoni da demolizione, grovigli di materiale ferroso e legname dismesso, insieme a una montagna di teli, tubi e plastiche degradate chiaramente riconducibili alle intense attività serricole della zona.
Invece di smaltire regolarmente i residui delle lavorazioni agricole e dei cantieri, si è preferito sotterrare tutto, trasformando una delle perle paesaggistiche più fotografate della Sicilia in una pattumiera abusiva.
Denunce all’Autorità Giudiziaria e diffida
Sotto il diretto coordinamento della Procura della Repubblica di Siracusa, i militari hanno fatto scattare i provvedimenti di legge. I titolari di due distinte aziende agricole della zona sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria: dovranno rispondere del reato di deposito incontrollato di rifiuti.
Oltre al fascicolo penale, per i responsabili è scattata contestualmente la formale notifica di diffida per il ripristino immediato dello stato dei luoghi. Chi ha inquinato dovrà ora bonificare a proprie spese, restituendo alla collettività un tratto di costa che non appartiene al profitto dei singoli, ma all’ecosistema di tutti.
Un territorio sotto osservazione
L’intervento non è un episodio isolato, ma s’inserisce in un piano di controlli a largo raggio pianificato per contrastare la cattiva gestione degli scarti nelle aree agricole e costiere del Siracusano. Un fenomeno, quello dell’abbandono e dell’interramento dei rifiuti da serra, che da anni minaccia le falde e il patrimonio naturalistico del litorale sud-orientale.
Il messaggio lanciato dalla Procura e dalla Capitaneria di Porto è chiaro: le mareggiate possono restituire ciò che si tenta di nascondere, ma a fare il resto ci penseranno le forze dell’ordine.
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