Siracusa. Scarichi irregolari in mare: scatta la denuncia per un depuratore della provincia aetusea

di Redazione

La Guardia Costiera accerta un grave episodio di inquinamento ambientale lungo la costa aretusea: indagini, campionamenti e l’intervento dell’Arpa confermano anomalie nello smaltimento delle acque reflue

Un nuovo fronte si apre nella lotta contro l’inquinamento marino lungo le coste siracusane. Nel corso di un’attività mirata alla repressione degli scarichi illeciti di acque reflue in mare, la Guardia Costiera di Siracusa ha portato alla luce un caso particolarmente delicato, deferendo alla competente Autorità giudiziaria il titolare della società che gestisce un depuratore urbano situato su un tratto costiero di un Comune della provincia aretusea.

Secondo quanto accertato dai militari, lo scarico proveniente dall’impianto non risultava conforme ai limiti imposti dalla normativa vigente. Le ipotesi di reato contestate sono pesanti: inquinamento ambientale, getto pericoloso di cose e superamento dei parametri tabellari previsti per le acque reflue trattate. Le prime anomalie sono state rilevate durante i controlli ordinari, quando il personale della Guardia Costiera ha notato una marcata torbidità delle acque marine nel punto di immissione dello scarico. Da lì è scattata un’immediata attività di campionamento e analisi delle acque reflue sversate, finalizzata a verificare la natura e la concentrazione delle sostanze presenti.

A confermare la gravità della situazione è stato anche l’intervento dell’Arpa di Siracusa, chiamata sul posto per effettuare ulteriori verifiche tecniche e ambientali. I tecnici dell’Agenzia regionale hanno avviato approfondite procedure di controllo allo scopo di determinare l’impatto effettivo dello scarico sull’ecosistema marino e valutare eventuali rischi per l’ambiente costiero e per la salute pubblica.

La tutela del mare, delle sue risorse e delle aree costiere resta una delle missioni centrali della Guardia Costiera, che attraverso monitoraggi periodici, attività ispettive e collaborazioni con gli enti ambientali mira a prevenire danni irreversibili agli habitat marini. Episodi come quello scoperto nella costa siracusana confermano quanto sia ancora necessario mantenere alta l’attenzione su impianti e infrastrutture deputate al trattamento delle acque reflue, affinché l’equilibrio ambientale non venga compromesso da condotte illecite o da carenze gestionali.

Le indagini proseguono per ricostruire ogni dettaglio dell’accaduto e valutare le eventuali responsabilità connesse al malfunzionamento dell’impianto.

10 Dicembre 2025 | 12:04
© RIPRODUZIONE RISERVATA