Siracusa. «Rischio all’Isab, margini a Trafigura». Tuona Nicita (PD): «Governo sveli il contratto, pronta denuncia all’Antitrust»

di Redazione

“Una raffineria strategica non può restare vincolata a un contratto privato che ne limita l’autonomia industriale”: il senatore dem, Antonio Nicita, attacca l’accordo Isab-Trafigura e annuncia la presentazione di un’interrogazione all'Esecutivo. Dopo il DPCM del 5 agosto, restano da chiarire le prescrizioni imposte alla nuova proprietà, mentre nel mirino finiscono investimenti, transizione ecologica e lavoro nel polo siracusano: “Trafigura ha assunto di fatto il ruolo di dominus, Isab sopporta per intero il rischio d'impresa senza trattenere il valore"

«Il passaggio del controllo di ISAB a Ludoil rappresenta un momento importante rispetto alla tumultuosa esperienza GOI Energy. Il punto che va tuttavia sciolto, urgentemente e preliminarmente, e che il Governo non può più eludere o nascondere, è il rapporto contrattuale tra ISAB e Trafigura». Tuona senza mezzi termini il senatore Antonio Nicita, vice capogruppo del PD al Senato della Repubblica.

«Con il Golden Power sulla cessione a GOI Energy il Governo e il ministro Urso hanno infatti commesso un grave errore – continua Nicita – accettando che Trafigura assumesse di fatto il ruolo di dominus della raffineria, senza acquisirne la proprietà e senza assumersi rischi. Se confermata, l’esistenza di contratti in esclusiva con Trafigura sia sulla fornitura del greggio che sul riacquisto dei prodotti ha interamente trasferito sull’asset strategico di interesse nazionale ISAB il rischio d’impresa, permettendo a Trafigura di trattenere per sé la quasi totalità dei margini fra ciò che vende e ciò che ricompra, senza lasciare redditività per finanziare i necessari investimenti nel quadro della transizione ecologica.

Già nel 2025 il Financial Times riferiva che lo stesso azionista di maggioranza di GOI accusava Trafigura di trarre profitto da un contratto squilibrato mentre la raffineria perdeva denaro e che quel contratto, nonostante l’autorizzazione del Golden Power, ostacolava perfino la ricerca di nuovi acquirenti – afferma il senatore Dem – Oggi è l’Autorità garante della concorrenza, nel provvedimento sull’acquisizione, a descrivere un vincolo in esclusiva fino al 2033, con cui Trafigura fornisce il greggio e le altre materie prime e ritira circa il 90 per cento dei prodotti raffinati, e a segnalare che una sua risoluzione anticipata avrebbe per ISAB conseguenze economiche rilevanti.

Trafigura è uno dei pochi grandi trader globali che si spartiscono un mercato a struttura oligopolistica. A differenza di altri grandi trader che in Europa, come in Sardegna, hanno scelto di acquistare le raffinerie assumendone il rischio industriale, a Priolo Trafigura non è azionista, ma sembrerebbe aver controllato di fatto, fino ad oggi, l’asset strategico di ISAB, attraverso un contratto che lascia a terzi appena un decimo della produzione – prosegue Nicita – Se questo quadro fosse confermato, avremmo una raffineria che sopporta per intero il rischio senza trattenere il valore e che per questo non potrebbe programmare in autonomia gli investimenti nella transizione ecologica, nella formazione e nel lavoro.

Il Governo Meloni, con il ministro degli annunci Urso – tuona il vice capogruppo del PD al Senato – porta una pesante responsabilità, anche con riferimento alla definizione delle prescrizioni nell’esercizio del Golden Power, per la crisi che il polo ha attraversato in questi anni, per l’assenza di investimenti e per la crisi del depuratore IAS, che oggi vede i grandi utenti industriali staccarsi dall’impianto senza che sia stata costruita per tempo una soluzione per i lavoratori e per il territorio.

Sulla nuova operazione il Governo ha esercitato i poteri speciali con il DPCM del 5 agosto, ma le prescrizioni imposte alla nuova proprietà non sono note ai lavoratori né al territorio – continua Nicita -. Per questo presenteremo un’interrogazione al Presidente del Consiglio e al ministro delle Imprese e del Made in Italy per conoscere i termini esatti del contratto fra ISAB e Trafigura, a partire da durata, condizioni economiche, ripartizione dei rischi e clausole di recesso.

Chiediamo che sia chiarito quale ruolo Trafigura eserciti effettivamente nella gestione della raffineria e cosa il Governo intenda fare, anche in sede di attuazione e verifica delle nuove prescrizioni Golden Power, affinché un’infrastruttura dichiarata strategica non resti ostaggio di un vincolo privato che ne svuota l’autonomia industriale – chiosa il senatore del PD – Senza sciogliere questo nodo non potranno esserci gli investimenti necessari ad alcuna transizione ecologica del polo, e il futuro di Priolo, dei lavoratori diretti e dell’indotto resterà appeso alle convenienze di un trader internazionale.

Se il Governo non interverrà, attiveremo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato con una segnalazione-denuncia per verificare se nel rapporto fra Trafigura e ISAB si configuri un abuso di dipendenza economica, considerato che ISAB, come ha rilevato la stessa Autorità, non dispone all’interno del nuovo gruppo di alternative per l’approvvigionamento del greggio», conclude il senatore Nicita.

30 Settembre 2026 | 19:30
© RIPRODUZIONE RISERVATA