Ogni tanto, tra consigli comunali, delibere e discussioni su parcheggi e tasse, sboccia anche l’amore. Lo sa bene il sindaco di Pordenone, che di recente ha pronunciato il suo “sì”, con l’anello al dito del suo compagno, tra applausi discreti e qualche occhiolino complice. La notizia, ripresa con un certo gusto dal Corriere della Sera, non ha fatto scalpore per la cerimonia in sé, quanto per il sorriso complice di chi osserva come anche tra i banchi dei municipi, a volte, Cupido riesca a fare il suo lavoro.
I matrimoni tra uomini, un tempo argomento da sussurri nei corridoi delle amministrazioni, stanno diventando sempre più visibili. Se una volta le unioni civili suscitavano qualche maliziosa curiosità, oggi finiscono persino sulle prime pagine dei giornali: segno che la società cambia, e la politica deve seguire. Dalle stanze del Nord ai porticati del Sud, i bouquet si moltiplicano e i confetti volano, accompagnati da un applauso che un tempo sarebbe stato più discreto.
In fondo, la politica è sempre stata teatro di intrighi e scenografie barocche: tra accordi formali e compromessi, qualche storia d’amore sboccia quasi in sordina. E mentre si racconta di sindaci che diventano sposi, è impossibile non notare che anche nei palazzi del potere più tradizionali, le convenzioni cedono il passo a nuove normalità. Tra corridoi affrescati e stanze che sanno di storia, le storie private incontrano quelle pubbliche, e il confine tra cronaca politica e cronaca di costume diventa sottile come un velo di tulle.
E così, mentre le piazze si animano di feste, luci e sorrisi, qualche cronista locale sorride all’idea che persino tra le antiche architetture, dove il barocco incontra il mare e le correnti mediterranee portano storie di famiglia e potere, Cupido non perde tempo. Chissà chi sarà il prossimo a sorprendere i cittadini con fiori d’arancio… e chi, tra gli osservatori più attenti, già scruta tra le mura che conoscono bene, pronto a raccontare nuovi intrighi di cuore e segreti d’amore tra le ombre dei palazzi storici.
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