L’affondo di Morreale

Siracusa. Parco degli Iblei come opportunità, sentenza del Tar mette fine alle polemiche: «Basta rinvii, ora l’istituzione»

di Redazione

Dopo quasi due decenni di confronto, Natura Sicula esulta per la decisione dei giudici amministrativi e replica alle critiche: “I parchi non impoveriscono i territori, ma possono diventare motori di sviluppo, tutela del paesaggio e valorizzazione delle eccellenze locali”

La lunga fase di confronto sul Parco nazionale degli Iblei è ormai conclusa e non può essere riaperta con nuovi rinvii.

È questa la posizione espressa da Fabio Morreale, presidente di Natura Sicula, che interviene nel dibattito sull’imminente istituzione dell’area protetta ribadendo la necessità di procedere senza ulteriori ritardi: “Ricordiamo agli oppositori – afferma Morreale – che la fase delle osservazioni si è definitivamente conclusa. È durata ben 18 anni: un periodo persino esagerato, durante il quale chiunque ha avuto il tempo necessario per presentare rilievi, convocare tavoli tecnici, documentarsi e confrontarsi”.

Secondo il presidente di Natura Sicula, proprio i continui rinvii avrebbero impedito finora la piena applicazione della normativa nazionale che ha previsto l’istituzione del Parco, la legge 29 novembre 2007, n. 222. Una situazione che, a suo giudizio, è stata superata dalla recente pronuncia del Tribunale amministrativo regionale di Catania.

“Il 9 giugno 2026 – sottolinea l’ambientalista – il TAR di Catania ha decretato la fine dei giochi: il Parco deve essere istituito senza ulteriori indugi. I giudici hanno ritenuto illegittimo il silenzio e l’inerzia della Regione Siciliana, imponendo la conclusione dell’iter entro 180 giorni e prevedendo, in caso di ulteriore inadempienza, la nomina di un commissario ad acta”.

Per i vertici dell’associazione, dunque, non ci sarebbero più margini per riaprire discussioni già affrontate nel corso degli anni. Morreale respinge inoltre le preoccupazioni sollevate da alcune categorie e dai contrari al progetto, definendole prive di fondamento rispetto alle prospettive offerte dall’area protetta: “È inutile continuare a insinuare dubbi sulle opportunità di sviluppo sostenibile che il Parco garantirà – sostiene –. Le paure alimentate dai detrattori non hanno basi concrete. L’agricoltura continuerà a essere esercitata regolarmente e gli allevamenti potranno proseguire la propria attività, compreso l’utilizzo di razze alloctone, rinunciando semplicemente agli eventuali contributi specifici destinati a chi sceglie di favorire la conservazione della biodiversità locale”.

Secondo Morreale, l’esperienza maturata in altri territori siciliani dimostrerebbe come la nascita di un parco non rappresenti un ostacolo allo sviluppo economico, ma possa diventare un elemento di valorizzazione: “La storia dimostra che nessun territorio è mai stato danneggiato dall’istituzione di un parco. Al contrario, spesso i Comuni inizialmente esclusi ne riconoscono il valore economico e d’immagine e chiedono successivamente di essere inseriti”.

A sostegno della sua tesi, il presidente di Natura Sicula cita i casi del Parco dei Nebrodi, con l’inclusione successiva dei Comuni di Raccuja, Troina e Acquedolci, e del Parco delle Madonie, dove sono entrati in un secondo momento Gangi, Alimena, Blufi, Bompietro e Lascari. In queste realtà, il parco non viene considerato come un ente destinato esclusivamente a imporre vincoli, ma come uno strumento capace di generare nuove opportunità: un marchio di qualità per l’agroalimentare d’eccellenza, un incentivo al turismo sostenibile e un presidio per la tutela del paesaggio.

Il presidente dell’associazione torna poi sui recenti incontri promossi dai Liberi Consorzi Comunali di Ragusa e Siracusa, giudicandoli ormai superati alla luce della decisione del giudice amministrativo: “Il TAR di Catania ha sancito che la stagione dei tavoli tecnici è tramontata – afferma –. Le riunioni convocate in questi giorni rappresentano iniziative tardive e prive di effetti pratici”.

Morreale ricostruisce quindi il percorso che ha portato alla definizione dell’attuale proposta: “In quasi due decenni la perimetrazione è stata modificata, verificata, aggiornata e discussa sotto ogni aspetto. Tutti i portatori di interesse hanno avuto la possibilità di contribuire. Esponenti politici di ogni schieramento – destra, sinistra e centro – hanno esaminato il progetto e chiesto modifiche”.

Dopo la sentenza del TAR, secondo Natura Sicula, la fase del confronto sarebbe definitivamente terminata: “Lo spazio della discussione si è chiuso. Il Parco degli Iblei va istituito adesso. Questo è il tempo dell’esecuzione e dell’applicazione della legge dello Stato”.

L’ambientalista considera eventuali ulteriori tentativi di rallentamento come “forzature contro legge e strumentalizzazioni politiche” finalizzate, a suo avviso, alla tutela di interessi particolari o di posizioni consolidate.

“La questione del Parco degli Iblei – conclude – non è un problema, ma uno strumento per conservare una bellezza irriproducibile, far crescere l’economia senza distruggere il territorio e aiutare le comunità montane a contrastare lo spopolamento”.

11 Luglio 2026 | 12:24
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