Siracusa. Omicidio Zuppardo ad Avola. Ripreso il processo, la difesa dei Rametta: «Fu Zuppardo a minacciarci»

di Redazione

Riprende il processo per l'omicidio di Avola: madre e sorella di Manuel raccontano alla Corte l'episodio dell'8 aprile, mentre il consulente tecnico torna sui cellulari sequestrati a padre e figlio

Paolo Zuppardo, boss di Avola

Dopo la pausa feriale di agosto, la Corte d’Assise di Siracusa ha ripreso l’8 settembre il dibattimento a carico di Salvatore Rametta e del figlio Manuel, imputati per l’omicidio di Paolo Zuppardo, ucciso ad Avola nella notte tra il 18 e il 19 giugno 2025. L’udienza si è svolta davanti al collegio presieduto da Dorotea Quartararo, con Carmelo Li Volsi a latere.

Le testimonianze dei familiari
Il fulcro dell’udienza è stata l’audizione di due testimoni legate alla difesa: Federica Rametta e sua madre Lucia Di Martino, rispettivamente sorella e madre di Manuel, nonché moglie di Salvatore Rametta. Entrambe sono state esaminate dall’avvocato Antonino Campisi, difensore di padre e figlio. Le due donne hanno riferito di aver assistito, nella notte dell’8 aprile 2025, a un episodio che risalirebbe a oltre due mesi prima dell’omicidio: secondo la loro versione, sarebbe stato lo stesso Paolo Zuppardo a collocare un ordigno sul parabrezza dell’auto di Manuel Rametta. Si tratta di un elemento che la difesa sembra voler utilizzare per sostenere l’esistenza di un clima di minacce e tensione precedente ai fatti del 18 giugno, in una linea difensiva già emersa nelle udienze precedenti sui contrasti tra le parti nelle settimane prima del delitto.

L’esame del consulente tecnico
Nella stessa udienza è stato sentito anche il consulente tecnico Antonio Barone, questa volta interrogato direttamente dalla presidente della Corte. Barone aveva già lavorato, in una precedente fase del processo, sull’analisi del materiale estratto dai cellulari di Salvatore e Manuel Rametta: trascrizione delle note vocali scambiate su WhatsApp, rappresentazione delle conversazioni nelle chat e materiale fotografico e video acquisito durante le indagini, comprese le immagini delle videocamere di sorveglianza. Siracusa News

Il contesto processuale
Il processo, ricordiamolo, riguarda l’omicidio con l’aggravante di crudeltà (premeditazione, violenza dell’azione, numero dei colpi inferti, alcuni dei quali con il calcio di una pistola). Le parti civili — la vedova Concetta Cavarra, i figli minori, la figlia Selina Concetta e il fratello Antonio Zuppardo — sono rappresentate dall’avvocato Natale Vaccarisi. Nelle udienze precedenti erano già stati acquisiti gli esiti degli esami del Dna sulle tracce ematiche rinvenute sulla pistola sequestrata, risultate compatibili con il profilo genetico della vittima.

Al momento non risultano ancora resi noti la data della prossima udienza né eventuali ulteriori sviluppi successivi a quella dell’8 settembre; se vuoi, posso verificare aggiornamenti più recenti.

12 Settembre 2026 | 09:28
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