Un’aula di giustizia che torna a tremare, un fascicolo che si arricchisce di nuove pagine e un’attesa che si fa spasmodica.
L’udienza preliminare per la morte di Calogero Giuliana, la guardia giurata di quarantasette anni trovata gravemente ferita con un colpo di pistola alla testa nella sua auto di servizio nella zona industriale di Augusta, si apre con un autentico colpo di scena.
La Procura generale di Catania ha calato sul tavolo nuovi, pesantissimi atti d’indagine. Una mossa a sorpresa che ha costretto il difensore dell’imputato Pierpaolo Vasques, unico indagato per omicidio del collega, e i legali di parte civile a chiedere e ottenere un rinvio.
Tutti in aula il prossimo 14 ottobre: una data cerchiata in rosso, che potrebbe segnare lo spartiacque definitivo di questa intricata vicenda giudiziaria.
Verso la scelta del rito
Sarà proprio nell’udienza del 14 ottobre che il procedimento compirà il suo snodo cruciale. Alla luce del materiale inedito depositato dall’accusa, la difesa di Vasques dovrà infatti sciogliere le riserve e comunicare al giudice quale strada processuale intende percorrere.
Un passaggio che arriva al culmine di un percorso a ostacoli, fatto di lunghe indagini, complesse perizie e ostinati tentativi di archiviazione a cui i familiari della vittima si sono opposti con tenacia millimetrica.
Inizialmente, la tragedia consumata in quella notte buia nella zona industriale augustana era stata liquidata sbrigativamente sotto l’ombra sinistra dell’ipotesi suicidaria o dello sparo accidentale partito dalla stessa arma d’ordinanza di Giuliana. Una tesi a cui i cari della vittima non hanno mai creduto, ottenendo grazie alle loro insistenze giudiziarie la riapertura del caso e l’incriminazione del collega Vasques.
Il dolore e la battaglia dei familiari
Nel frattempo, l’aula del tribunale ha registrato un altro momento di forte tensione emotiva. L’avvocato Alessandro Cotzia ha formalizzato la costituzione di parte civile nell’interesse della moglie di Giuliana, Nella Campisi, e dei tre figli, Alessia, Davide e Antonino.
“Anni di silenzio, di dolore sordo e di richieste inascoltate che oggi trovano finalmente una sponda nelle aule di giustizia,” commenta chi segue da vicino una vicenda che ha dilaniato un’intera famiglia.
Per la moglie e i figli, la costituzione di parte civile non è un atto formale, ma il suggello di una battaglia condotta senza tregua per anni. Vogliono giustizia, vogliono che venga smontata pezzo per pezzo la dinamica di quella notte maledetta e che emergano senza sconti le responsabilità di quanto accaduto nell’abitacolo dell’auto di servizio. Il 14 ottobre la giustizia è chiamata a dare le prime, pesanti risposte.
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