Siracusa. «Meno schermi, più cultura», nasce il Festival della Letteratura dei Giovani: l’antidoto del PD alla tirannia digitale

di Redazione

Riscoprire il pensiero critico attraverso la lettura e la scrittura: l’aula approva all’unanimità la mozione del Partito Democratico. I consiglieri Milazzo, Zappulla e Greco: “La cultura ingentilisce, affranca dalle dipendenze digitali, aumenta il bagaglio di conoscenze e contribuisce a formare cittadine e cittadini migliori”. Un segnale politico chiaro che scommette sul riscatto delle nuove generazioni

In un’epoca dominata dall’ipnosi da schermo e dalla tirannia dell’algoritmo, c’è chi sceglie di scommettere con decisione sul potere eversivo e liberatorio della pagina scritta. Accade a Siracusa, dove il Consiglio Comunale ha dato il via libera definitivo, con un voto che ha unito all’unanimità l’intera aula, all’istituzione del Festival della letteratura dei giovani.

Una misura promossa con determinazione dai consiglieri del Partito Democratico – Massimo Milazzo, Sara Zappulla e Angelo Greco – che punta a trasformare la città aretusea in un polo d’attrazione culturale per le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di tutta Italia.

La cultura come risposta alla solitudine digitale

La genesi della mozione affonda le sue radici in un’analisi tanto politica quanto pedagogica. In una fase storica segnata dal disorientamento giovanile e dall’iper-connessione passiva, la politica locale prova a riappropriarsi della propria funzione guida, indicando una strada alternativa: la riscoperta del pensiero critico attraverso la lettura e la scrittura.

«La cultura ingentilisce, aumenta il bagaglio di conoscenze e contribuisce a formare cittadine e cittadini migliori», sottolineano i tre esponenti dem, rivendicando il ruolo primario che le istituzioni devono svolgere nel coltivare le aspirazioni delle nuove generazioni.

Il festival non nasce infatti come una semplice passerella o un evento estemporaneo, ma come un antidoto strutturato all’isolamento da social network. Leggere per aprire la mente; scrivere per liberare la fantasia, affinare il linguaggio e riappropriarsi del tempo e della riflessione. In quest’ottica, la parola scritta diventa uno strumento di emancipazione e di libertà intellettuale per i ragazzi.

Tra radici millenarie e visione di futuro

L’iniziativa si inserisce in un solco identitario profondo: forte dei suoi 2750 anni di storia, Siracusa conferma così la propria vocazione di capitale culturale del Mediterraneo, proiettandosi con decisione verso il futuro. L’obiettivo del nuovo Festival, infatti, è quello di alimentare un vivace fermento letterario giovanile per offrire una vetrina d’eccezione ai talenti emergenti delle scuole italiane.

Al contempo, la manifestazione intende creare un ponte solido con il mondo dell’editoria, attirando l’attenzione di critici, pubblico e case editrici sui linguaggi e sui temi cari alle nuove generazioni, innescando al tempo stesso un virtuoso indotto di turismo culturale che posizioni la città tra i principali appuntamenti del panorama formativo e letterario nazionale.

Un segnale politico trasversale

L’approvazione all’unanimità rappresenta un passaggio politico significativo: di fronte alla sfida dell’educazione e della crescita delle giovani generazioni, le contrapposizioni di parte lasciano il passo a una visione condivisa di città.

Con l’imminente macchina organizzativa pronta a mettersi in moto, Siracusa si candida così a diventare la casa della giovane letteratura italiana, dimostrando che investire nella cultura non è un esercizio di retorica, ma la forma più alta e concreta di politica per il territorio.

08 Ottobre 2026 | 11:44
© RIPRODUZIONE RISERVATA