Siracusa. Massacrato di botte, operaio edile muore in casa: 46enne tenta la fuga, arrestato per omicidio

di Anthony Maria Bianca

Dopo una violenta lite, il 55enne sarebbe stato pestato anche a terra. Il giorno seguente il malore fatale nella sua abitazione. Le telecamere di sorveglianza avrebbero ripreso l’aggressione avvenuta la sera prima del decesso: la Procura dispone il fermo, convalidato dal Gip

Svolta nelle indagini sulla morte dell’operaio cinquantacinquenne deceduto la sera del 27 febbraio nella propria abitazione di Priolo Gargallo. Nella serata del 28 febbraio la Polizia di Stato ha eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di un uomo di 46 anni, ritenuto gravemente sospettato dell’omicidio.

Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Siracusa al termine delle prime attività investigative condotte dalla Squadra Mobile di Siracusa e dal Commissariato di Priolo Gargallo.

Cruciali le immagini di videosorveglianza

Determinanti, secondo quanto emerso, sarebbero state le immagini delle telecamere di sorveglianza analizzate dagli investigatori, che avrebbero consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico del quarantaseienne, soggetto già noto alle forze dell’ordine.

La ricostruzione investigativa indica che la sera del 26 febbraio, al culmine di una discussione, l’indagato avrebbe aggredito la vittima con numerosi calci e pugni, continuando a colpirla anche quando era già a terra.

In foto: l’aggressione fatale al 55enne

Nonostante le percosse subite, l’uomo non avrebbe richiesto l’intervento dei sanitari nell’immediatezza dei fatti. Il giorno successivo, però, avrebbe accusato un malore improvviso. Inutili i soccorsi: il cinquantacinquenne è deceduto prima del trasferimento in ospedale.

Un primo esame eseguito dal medico legale intervenuto sul posto avrebbe ricondotto il decesso alle lesioni riportate nell’aggressione del giorno precedente, delineando così un nesso diretto tra le percosse e la morte.

Il tentativo di sottrarsi alle ricerche

La Procura ha disposto il fermo non solo sulla base dei gravi indizi raccolti, ma anche in considerazione del tentativo dell’indagato di sottrarsi alle ricerche della polizia giudiziaria. Elemento che ha rafforzato la necessità di un intervento restrittivo immediato.

Nella giornata di ieri il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo, disponendo la misura della custodia cautelare in carcere.

Caccia al movente

Intanto proseguono le attività investigative per chiarire il movente dell’aggressione e verificare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti che possano aver collaborato con l’indagato. La Procura invita chiunque sia a conoscenza di elementi utili alle indagini a rivolgersi alle autorità competenti.

Resta fermo che la posizione dell’indagato sarà oggetto di valutazione nel corso dell’iter processuale. Per il soggetto vige il principio costituzionale di presunzione di innocenza sino a sentenza definitiva passata in giudicato.

di Anthony Maria Bianca 04 Marzo 2026 | 11:09
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