Siracusa. Longevità e salute, la geriatria al centro delle sfide di una società che invecchia

di Redazione

All’Idroscalo dell’Aeronautica Militare di Siracusa un incontro con il geriatra Alfio Cimino: assistenza sanitaria, relazioni sociali e corretti stili di vita per vivere meglio la terza età

L’invecchiamento della popolazione impone nuove strategie sanitarie e sociali, con l’obiettivo di garantire agli anziani non soltanto più anni di vita, ma soprattutto condizioni di salute e benessere migliori. È stato questo il tema centrale della conferenza dedicata alla longevità e al ruolo della Geriatria in un mondo che cambia, ospitata presso l’Idroscalo dell’Aeronautica Militare di Siracusa.

L’iniziativa, introdotta dal presidente dell’Associazione Arma Aeronautica, colonnello Girmenia, ha visto come relatore il dottor Alfio Cimino, direttore dell’Unità operativa semplice dipartimentale di Geriatria dell’ospedale Umberto I di Siracusa ed ex presidente regionale della Sigg, la Società italiana di Gerontologia e Geriatria, in Sicilia.

Davanti a un pubblico numeroso e particolarmente attento, Cimino ha analizzato i profondi cambiamenti demografici in corso, soffermandosi sulle conseguenze dell’aumento progressivo della popolazione anziana. Una trasformazione che richiede risposte concrete da parte del sistema sanitario, chiamato ad adeguare servizi e strutture alle nuove esigenze assistenziali.

Tra le priorità indicate dal relatore figurano il potenziamento dei reparti ospedalieri di Geriatria, l’ampliamento dell’offerta delle residenze sanitarie assistenziali (Rsa) e delle strutture di lungodegenza, oltre a una maggiore diffusione dei servizi geriatrici ambulatoriali e dell’assistenza domiciliare. Interventi indispensabili per assicurare una presa in carico più efficace delle persone anziane, soprattutto di quelle che presentano maggiori fragilità.

Accanto all’organizzazione delle cure, la conferenza ha posto l’attenzione su un altro aspetto fondamentale: la qualità della vita durante l’invecchiamento. Vivere più a lungo, infatti, non significa necessariamente vivere meglio. La sfida consiste nel preservare il più possibile l’autonomia personale, le capacità fisiche e cognitive e la partecipazione alla vita sociale.

In questa prospettiva, un ruolo determinante è affidato alle abitudini quotidiane. Mantenere vive le relazioni interpersonali, coltivare interessi e passioni, evitare l’isolamento e dedicarsi regolarmente all’attività fisica sono comportamenti che possono contribuire al benessere nella terza età.

Particolare attenzione è stata riservata anche all’alimentazione, con un richiamo ai principi della dieta mediterranea. Legumi, pesce azzurro e olio extravergine d’oliva rappresentano alcuni degli alimenti indicati per favorire un regime alimentare equilibrato, da inserire in uno stile di vita complessivamente sano.

L’incontro all’Idroscalo ha così offerto l’occasione per approfondire una questione destinata ad assumere un’importanza sempre maggiore: costruire una società capace di rispondere alle necessità degli anziani attraverso servizi sanitari adeguati, prevenzione e attenzione alla dimensione umana e relazionale.

La longevità, dunque, non può essere considerata soltanto un dato anagrafico. È una sfida collettiva che coinvolge istituzioni, professionisti della salute, famiglie e cittadini, chiamati a collaborare affinché gli anni conquistati in termini di aspettativa di vita possano tradursi, per quanto possibile, in anni vissuti in salute, autonomia e dignità.

12 Ottobre 2026 | 08:52
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