l’allarme di Legambiente Sicilia

Siracusa. Le Saline sono al collasso: basta abbandono, servono interventi immediati

di Redazione

Legambiente Sicilia attacca le istituzioni: «La Riserva sta scomparendo, ora servono scelte coraggiose e responsabili. Stop ai progetti inutili, si intervenga per salvarla prima che sia troppo tardi».

Le Saline di Siracusa stanno morendo. E mentre un patrimonio naturalistico unico nel suo genere viene inghiottito dal mare e dall’incuria, c’è chi continua a inseguire progetti faraonici, costosi e completamente scollegati dalle reali urgenze del territorio. È questo l’allarme durissimo lanciato da Legambiente Sicilia, che si rivolge senza mezzi termini al Libero Consorzio Comunale di Siracusa, all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, alla IV Commissione dell’ARS e a tutti i soggetti istituzionali convocati nella riunione dell’1 dicembre 2025.

L’associazione non usa giri di parole: la Riserva Naturale “Saline di Siracusa e Fiume Ciane” è a rischio scomparsa. E la responsabilità è chiara: dieci anni di abbandono, di manutenzione inesistente, di argini lasciati cedere sotto la forza del mare, che oggi ha già inghiottito una porzione rilevante delle saline. La linea di confine tra terra e acqua è stata divorata, e intere aree della riserva ricadono ormai in ambito marino. Un disastro annunciato.

Di fronte a questo scenario, Legambiente è categorica: le istituzioni hanno un obbligo preciso e non più rinviabile. Bisogna ricostituire l’argine in terra che proteggeva le saline e ripristinare l’equilibrio idraulico dell’intera area. È la priorità assoluta, l’unica in grado di impedire che le saline scompaiano definitivamente. Ogni altro intervento – ricorda l’associazione – deve essere coerente con il Piano di Sistemazione della zona A e con il Piano di Utilizzazione della zona B, strumenti vincolanti che sembrano essere stati dimenticati.

Ma la denuncia non si ferma qui. Con grande preoccupazione, Legambiente segnala come si stiano progettando interventi dal valore milionario che nulla hanno a che fare con la salvaguardia della Riserva. Scelte illogiche, pericolose e potenzialmente dannose, come l’ipotesi di una avanotteria, totalmente estranea alle finalità di un’area naturale protetta, o il nuovo “ripristino” della Casa della Salina, già ristrutturata vent’anni fa con fondi europei e poi lasciata crollare nell’abbandono, generando un palese danno erariale.

L’associazione mette tutti di fronte alle proprie responsabilità: continuare a ignorare la realtà significa essere complici della scomparsa definitiva di uno degli ecosistemi più preziosi della Sicilia.

Il Presidente regionale, Tommaso Castronovo, firma un appello che suona come un ultimatum: basta sprechi, basta progetti inutili, basta immobilismo. La Riserva può ancora essere salvata, ma servono azioni immediate, concrete e rispettose della pianificazione esistente. Ogni minuto perso è un altro pezzo di natura che scompare.

01 Dicembre 2025 | 13:43
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